La farmacia dei servizi “può offrire un contributo rilevante alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale: per dimostrarne l’efficacia in termini sanitari ed economici la legge di bilancio 2018 ha assegnato 36 milioni di euro per avviare una sperimentazione graduale in 9 regioni. Ma quelle escluse non ci stanno e l’ambizioso progetto rischia di rimanere al palo”. Questo il quadro tracciato dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nel suo intervento a Cosmofarma, la tradizionale kermesse che si è chiusa ieri a Bologna.

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Nel corso dell’evento Federfarma e Farma7 hanno fatto il punto sul rinnovato ruolo delle farmacie: al centro della scena la bozza di decreto attuativo della legge 205/2017 che ha individuato 9 Regioni dove avviare la sperimentazione della farmacia dei servizi, Piemonte, Lazio, Puglia per il 2018 a cui si aggiungeranno Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia nel 2019 e Veneto, Umbria e Campania nel 2020. Per il progetto pilota la Legge di bilancio 2018 ha stanziato 6 milioni di euro per quest’anno, 12 milioni per il 2019 e 18 milioni per il 2020, a valere sulle quote vincolate agli obiettivi di Piano sanitario nazionale. “Il contributo della farmacia dei servizi alla sostenibilità del Ssn – afferma Cartabellotta – consiste nella possibilità di ridurre sprechi e inefficienze grazie ai nuovi servizi: migliorare il sottoutilizzo di prestazioni sanitarie efficaci e appropriate, in particolare favorendo l’aderenza terapeutica nei pazienti cronici e la prevenzione; ridurre le complessità amministrative, grazie alle facilitazioni per la prenotazione di prestazioni di specialistica ambulatoriale, ritiro referti e pagamento ticket, e al miglioramento del coordinamento dell’assistenza tra vari setting assistenziali, in particolare tra ospedale e cure primarie”, spiega.

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