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BARI – Bancarotta fraudolenta e favoreggiamento personale: con queste accuse, a vario titolo, il pm della Procura di Bari, Giuseppe Dentamaro, ha chiesto il processo per 5 persone e tra di loro ci sono anche Emanuele Degennaro e l’avvocato Giacomo Olivieri, presidente di Realtà Italia. L’inchiesta ruota attorno al fallimento della società Ctf srl che, secondo gli investigatori, sarebbe riconducibile, anche se non direttamente, a Degennaro. Stando alla ricostruzione della Procura, Degennaro con la complicità della sua segretaria, Caterina De Bari, avrebbe distratto beni della società fallita del valore di circa 17 milioni di euro. Gli accertamenti sono stati svolti dalla guardia di finanza, gli investigatori sostengono che, oltre a portare a termine una serie di operazioni per svuotare le casse della Ctf, siano state falsificate anche alcune scritture contabili. Nella richiesta di rinvio a giudizio, si accusano gli indagati di aver accollato, ad esempio, al patrimonio della Ctf circa 20 milioni di debiti di un’altra società che avrebbe fatto capo sempre a Lello Degennaro, la Fdp Prima. Ulteriori risorse, pari a circa 800mila euro, sarebbero state distratte emettendo decine di assegni. Giacomo Olivieri viene accusato proprio di aver incassato, “senza avere alcun titolo” 22 assegni del valore complessivo di 220mila euro “provenienti – si legge nel capo d’imputazione – dalle risorse della Ctf srl, dichiarata fallita”. In sede di interrogatorio, durante le indagini preliminari, Olivieri si difese dicendo che quei soldi li aveva chiesti come prestito personale all’amministratore della società, nel frattempo deceduto. L’udienza preliminare inizierà il prossimo 14 giugno dinanzi al gup del Tribunale di Bari Annachiara Mastrorilli.


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