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Se c’è una vittima nel mondo della condivisione virtuale è sicuramente la vita di coppia! Il mondo dei social ha cambiato il nostro modo di vedere le relazioni con il partner in ogni fase dell’innamoramento, creando confusione e conflitti che molti anni fa non ci sarebbero mai stati.

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Partiamo dal periodo da “single”: alla ricerca di un partner ci si avventura in siti di incontri, o semplicemente si contattano tramite Facebook persone che suscitano il nostro interesse. Già qui la facilitazione che possono dare i social network nell’incontrare tanta gente ci si ritorce contro: troppe scelte causano un problema. È come andare su una piattaforma digitale per scegliere un film tra i mille disponibili, ore ed ore di ricerca del film giusto perché poi con tutta questa scelta sarebbe fastidioso iniziare a guardare un brutto film. Inoltre una volta scelto il partner si può avere sempre il dubbio sulla scelta: forse era meglio conoscere gli altri?

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Dopo tanti dubbi possiamo convincerci di aver fatto la scelta giusta, dando il via a quella che è la fase di fidanzamento.  Tutto bello: foto insieme, post romantici, ma poi arriva lei: la gelosia. È imbarazzante scoprire quanti litigi può far scaturire un “mi piace” proveniente da qualsiasi persona al di fuori della propria cerchia di amici. Un po’ di sana gelosia può essere anche piacevole, ma questa gelosia spesso si tramuta in vero e proprio monitoraggio del partner. Si diventa un po’ il cane da guardia alla ricerca di informazioni che possono confermare piccoli sospetti e così anche avere determinate persone tra i propri amici può portare a discussioni infinite: “e questo chi è? Perché è tra i tuoi amici?”. Così inizia ad esserci la paura di essere taggati da qualche amico anche in banali post che potrebbero generare gelosia, oppure aumentano sempre più le liti per l’utilizzo eccessivo di facebook mentre si è in presenza dell’altro. C’è chi, per evitare questo tipo di conflitti crea un profilo comune di coppia, rinunciando a quella che è la propria individualità, costringendo gli amici dell’uno ad essere amici dell’altro e diminuendo le possibilità di cadere in tentazione.

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Se si riesce a sopravvivere a tutto questo si continua a stare insieme, ma se questo non succede arriva la fine della relazione e anche qui il sadico signor Facebook è lì, pronto a darci problemi. Il primo dolente passo: aggiornare la “situazione sentimentale”. Importante è cercare di farlo di nascosto, per evitare di dare nell’occhio, per evitare commenti di amici. Utilizzando i social network si decide di rendere pubblica la propria vita e, per quanto si tenda ad esporre soltanto il bello, a volte emergono anche aspetti che si preferirebbe tenere nascosti. Poi si pone un importante dilemma: cancellare o no il proprio, ormai ex, dai propri amici? In entrambi i casi la sofferenza sarà tanta. Nel passato quando si litigava con un amico o ci si lasciava con il proprio partner si troncavano le comunicazioni. Adesso, con le amicizie su fb, si possono troncare le comunicazioni ma in un certo senso è possibile rimanere a guardare cosa succede nella vita dell’altro, seppur a distanza. Decidere di eliminare la persona dai propri amici significherebbe toglierla dal proprio controllo; se decidiamo di tenerla si dovrà subire tutta quella che sarà la sua nuova vita: nuove amicizie, nuove foto, nuovi posti. Non faremo più parte dalla sua vita, ma senza uscirne del tutto.

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Ok. Passa del tempo e riuscite a superare la fine della storia. Le sue foto con i nuovi amici non vi fanno più effetto. Tutto finito? Certo che no… è proprio allora che arriva “accadde oggi”, proprio a dire “per non dimenticare!”

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Internet può complicare il rapporto di coppia, ma imparare a riflettere, dare il giusto peso agli eventi e sviluppare strategie per gestire ai suoi effetti ci permetterà di sopravvivere. Facebook, come tutti i social network, può fornire nuovi spunti di conflitto che possono rendere labili gli equilibri di coppia, influendo negativamente sul nostro benessere. D’altra parte però una relazione senza conflitto sarebbe priva di emozioni e tendente alla staticità: un conflitto permette di conoscere l’altro e di conoscere se stesso. Un aspetto positivo del conflitto è che può portare al cambiamento in quanto si riconoscono le esigenze dell’altro, le sue richieste e si cerca di apportare un cambiamento per migliorare la situazione. Affinché accada è però fondamentale riconoscere e comprendere il conflitto e le sue cause, per cercare di migliorare la situazione e portare a conciliazione.


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