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Al nuovo ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, i “nastrini rossi docenti”, gli insegnanti trasferiti coattivamente dal Sud al Nord dalla Riforma 107/2015, augurano buon lavoro. La nomina al dicastero di viale Trastevere di una pasionaria della scuola, una nostra collega, una donna attenta ai problemi della scuola e delle donne (il corpo docente è per gran parte al femminile), ci rasserena in questo momento di transizione.\r\n\r\nA lei, Signora ministro, ora chiediamo azioni ferme e concrete che siano “sterzate” rispetto ad una legge che ha praticamente scontentato tutti: dai docenti a voi, nostri rappresentanti in Parlamento. Confidiamo nel Suo operato al fine di non rendere vani gli sforzi da voi perpetrati per porre fine a quei mali atavici nella scuola e che invece sono stati acuiti ed esasperati dalla 107. Quindi chiediamo alla Sua autorevole figura, di ridare fiducia alle Istituzioni scolastiche a cominciare proprio da un nuovo emendamento Puglisi alla legge 107/2015 e dalla possibilità di fare rientrare nelle province di appartenenza, prioritariamente, quelle migliaia di docenti, oggi sparse nelle scuole del centro-nord Italia e lontane dalle proprie famiglie.\r\n\r\nQuando eravamo precari abbiamo infatti occupato per anni i posti nelle scuole del Sud, ed ora lavorare a tempo indeterminato, lontano dai nostri affetti, ci sembra davvero un paradosso. A lei, noi affidiamo la garanzia che i diritti fondamentali di Parità, Lavoro, e Famiglia sanciti dalla Costituzione vengano finalmente osservati. Noi “nastrini rossi docenti”, non le chiediamo che un atto di ragionevolezza e giustizia per noi insegnanti. Noi che abbiamo creduto nella riforma la “buona scuola”, affidando le nostre sorti allo Stato, oggi ci sentiamo i più penalizzati. Privati del calore delle nostre famiglie e fortemente depauperati dei nostri redditi e con la beffa, come ampiamente dimostrato dai fatti di cronaca, che i docenti al Sud non sono troppi, ma al contrario, troppo pochi.\r\nA lei giunga il nostro più grande e sincero augurio di un lavoro sereno e proficuo a sostegno dei diritti dei docenti, delle loro famiglie, della scuola pubblica e dell’Italia.


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