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Il gup del tribunale di Taranto Giuseppe Tommasino ha ratificato 7 patteggiamenti (da parte di cinque imprenditori, un carabiniere e un ispettore di polizia) nell’ambito dell’inchiesta su presunte tangenti pagate per appalti, servizi e forniture commissionate da Maricommi, il commissariato della Marina militare.

Queste le pene concordate: 3 anni e 6 mesi l’imprenditore Pietro Bisceglia, 3 anni l’imprenditore Pietro Mirimao, 2 anni e 10 mesi l’imprenditore Giovanni Perrone, 2 anni e 6 mesi l’imprenditore Valeriano Agliata, 2 anni e 4 mesi l’imprenditore Vitantonio Bruno. Ha patteggiato 2 anni con pena sospesa il luogotenente dei carabinieri Paolo Cesari (che risponde di induzione indebita a dare o promettere utilità e rivelazione di segreto d’ufficio) e una pena (sospesa) tramutata in sanzione pecuniaria (22mila euro) un ispettore di Polizia che era accusato esclusivamente di rivelazione di segreto d’ufficio e non fu attinto da misura cautelare.

È stata rinviata al 28 luglio la decisione sulla richiesta di patteggiamento dell’imprenditore Vincenzo Pastore, sindaco (sospeso) di Roccaforzata, mentre altri 7 imputati hanno chiesto il rito abbreviato: il capitano di vascello Giovanni Di Guardo (ex direttore di Maricommi), il tenente di vascello Francesca Mola, i capitani di vascello Gerardo Grisi e Massimo Conversano e gli imprenditori Vincenzo Calabrese, Gaetano Abbate, Giuseppe Musciacchio, che saranno giudicati da un altro gup. A vario titolo vengono contestati i reati di associazione per delinquere, corruzione e turbativa d’asta.


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