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Fu inaugurato e intitolato a Paola Labriola, la psichiatra uccisa nel settembre del 2013 nel centro di salute mentale del rione Libertà. Ma l’asilo nido aziendale dell’Università Aldo Moro di Bari, situato in via Ulpiani, non è mai entrato in funzione. L’otto marzo scorso un gruppo di ragazzi e ragazze ha voluto ricordare Paola Labriola proprio davanti ai cancelli sempre chiusi della struttura, per maniufestare il dissenso di una situazione che va avanti da troppo tempo.  La foto del manifesto era stata pubblicata su Facebook da Vito Calabrese, medico e marito di Paola Labriola: “Stamattina – scriveva – davanti all’asilo dedicato a Paola in stato di totale e vergognoso abbandono che dobbiamo vedere come farlo funzionare o come oscurare quella targa che mi piange il cuore e mi sale il sangue al cervello a vederla”.

Oggi il rettore Antonio Uricchio ha comunicato in senato accademico la stipula di una convenzione con il Comune di Bari: l’asilo diventerà un nido comunale e una parte dei posti saranno riservati non solo ai figli dei dipendenti e dei professori universitari, ma anche ai figli degli studenti e delle studentesse, su richiesta delle associazioni universitarie. “Più volte avevamo richiesto questa possibilità e il rettore ci ha ascoltati”, spiegano dalla coalizione Up.

“Purtroppo quando ci siamo insediati nel 2013 abbiamo ereditato questa situazione – spiega il rettore Uricchio – abbiamo cercato più volte di riattivare la struttura, nel più breve tempo possibile, ci siamo occupati degli arredi e degli interni. Ma per la gestione il bando sarebbe stato troppo oneroso. Il Comune ha mostrato la sua disponibilità ed ora siamo pronti quindi a stipulare la convenzione”.

Entro l’autunno l’asilo Paola Labriola potrebbe, finalmente, aprire.


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