“Ciò che è accaduto a quella coppia di ragazzi non rappresenta un’eccezione. La settimana precedente a una famiglia era andata anche peggio, erano stati lasciati praticamente in mutande, senza vestiti, soldi e persino l’auto. Ogni settimana mi tocca affrontare casi simili e dare assistenza”

Stefano Romanazzi è console onorario di Francia a Bari. È lui ad aver aiutato, dando assistenza legale ed economica, la coppia di giovani turisti transalpini derubati dei soldi e della carte di credito venerdì 27 luglio sulla spiaggia di Pane e Pomodoro.

Ciò che è accaduto venerdì non è quindi un fatto isolato. In che odo interviene in questi casi il consolato?

“Il loro era il secondo caso che ho dovuto affrontare quello stesso giorno e il terzo nelle ultime due settimane. Alla famiglia derubata l’altra settimana nella spiaggia difronte a Eataly, grazie anche al supporto della polizia, abbiamo fornito loro anche i vestiti, oltre a soldi, documenti provvisori e l’alloggio in albergo. Erano rimasti senza nulla, madre padre e bambina. Ed è stata brava la polizia a ritrovare almeno l’auto. I bagagli, però, non c’erano più. Anche per la coppia di ragazzi mi sono comunque messo a disposizione nonostante l’orario ben oltre quello di ufficio suggerendo al di là delle normali procedure di assistenza di munirsi della denuncia per permettermi di rilasciare loro lasciapassare”.

Per la coppia di ragazzi non è stato così semplice sporgere denuncia

“Ho atteso il loro ritorno dalla Questura e con mia grande sorpresa ho scoperto che erano stati rinviati al lunedì successivo per farlo, perché c’era una fila di altre sei persone e l’ufficio stava per chiudere dato l’orario. Per questo motivo i ragazzi sono stati costretti, come gli ho suggerito, a rivolgersi ai carabinieri con i quali è stato possibile redigere la denuncia e completare così la pratica.

Intanto avevano da affrontare un giorno intero senza denaro per muoversi, mangiare ecc. Come avete affrontato la situazione?

“Ho comunque dato loro un po’ di soldi per permettergli di affrontare l’emergenza. I ragazzi il giorno seguente hanno potuto contattare le loro famiglie e ricevere i soldi attraverso un invio di denaro dalla Francia. Per fortuna avevano con loro ancora i documenti e i biglietti del traghetto per la Grecia dov’erano diretti per le loro vacanze”.

Raccontava, quindi, che i casi sono tanti.

“In estate fatti del genere accadono quasi tutti i giorni. E i posti sono sempre gli stessi: il porto, Bari vecchia e le spiagge, a cominciare da Pane e Pomodoro. I ladri ne approfittano perché i turisti, quelli stranieri soprattutto, sono facilmente riconoscibili. Magari sono di passaggio prima di imbarcarsi per la Grecia, l’Albania o la Croazia, trascorrono qualche ora in città, fanno un bagno al mare e vengono ripuliti”.

Come andrebbe fatto per affrontare la situazione?

“Ciò che accade a Bari non è peggio di quello che succede in altre città, sia ben chiaro.  Ma mi domando se non fosse possibile presidiare i luoghi più sensibili che, ripeto, sono sempre gli stessi. La presenza di forze di polizia, anche di quella locale, fungerebbe sicuramente da deterrente. Perché è soprattutto l’estate che si ripetono gli episodi in maniera frequente e ci tocca stare vicini a persone prese dallo sconforto, bambini terrorizzati e genitori affranti o adirati. Sappiamo quali sono i posti, cerchiamo di fare qualcosa, perché ci facciamo una figura pessima e il turista a Bari e in Puglia non torna più”.

Che altro si potrebbe fare?

“Una campagna informativa, in fondo, come spiego alle persone  che mi tocca confortare e assistere, anche nella metro di Parigi ‘è scritto di stare attenti ai borseggiatori. Tempo fa si pensò di fare un libretto che avvertisse i turisti dei potenziali pericoli, ma piovvero critiche da tutta Italia. Potrebbero essere utili, invece, perché molti turisti arrivano non consci del fatto che possano essere derubati lasciando incustodite le proprie cose”

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