Se un pugliese ha bisogno di una visita cardiologica, negli ospedali pubblici regionali – mediamente – dovrà attendere almeno 94 giorni. Ma mettendo mani al portafogli, in sei giorni il problema è risolto. Una colonscopia? Non prima di 207 giorni nel settore pubblico, rivolgendosi ai privati in nove giorni. Per un holter cardiaco stessa storia: 82 giorni rivolgendosi alla sistema sanitario regionale, sei giorni in regime Alpi. Una Tac all’addome? Almeno 75 giorni in ospedale, due giorni a pagamento. E ancora: una mammografia 221 nel pubblico, 12 nel privato; per una ecografia al capo 112 giorni nelle strutture pubbliche, quattro giorni a pagamento.

E l’elenco potrebbe proseguire ancora, quello che emerge dall’ultimo rilevamento regionale, effettuato nella settimana “indice” 1-5 aprile 2019, è che in tema di liste di attesa la Regione Puglia è sempre inadempiente. Vale anche per le visite e gli esami urgenti che dovrebbero, secondo una legge statale, essere eseguiti entro e non oltre dieci giorni, ma questo avviene raramente. Il cittadino pugliese, quindi, che ha necessità di sottoporsi al controllo in tempi stretti non ha altra alternativa che rivolgersi al medico o alla struttura privata, pagando di tasca propria. Quando è nelle condizioni economiche di poterlo fare, altrimenti fa ricorso a strutture fuori regione o rinuncia completamente a curarsi. Il privato batte il pubblico in rapidità persino quando ha più pazienti da assistere.

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