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Torna libero il primario del reparto di Ginecologia dell’ospedale San Giacomo di Monopoli, Sabino Santamato, posto agli arresti domiciliari il 18 luglio scorso assieme ad altre 12 persone e con altre 20 raggiunte dall’obbligo di dimora nell’ambito di una inchiesta della Procura di Bari su presunti casi di assenteismo.

Santamato è l’unico dei sette primari arrestati che ha risposto e si è difeso dalle accuse durante l’interrogatorio di garanzia. Il gip del Tribunale di Bari Antonella Cafagna ha così accolto l’istanza di revoca della misura cautelare presentata dal legale di Santamato, l’avvocato Michele Laforgia, dopo l’interrogatorio di garanzia nel quale l’indagato ha scelto di rispondere alle domande, difendendosi e respingendo tutte le accuse. «Le argomentazioni fornite» – scrive il gip nel provvedimento di remissione in libertà – «appaiono idonee ad incidere, pur senza demolirla, sulla complessiva consistenza della piattaforma indiziaria» e, inoltre, «la condotta complessiva collaborativa, unitamente alla sua pregressa incensuratezza e dall’apprezzabile periodo di sottoposizione a vincolo cautelare, induce a ritenere ormai cessata ogni esigenza cautelare».

«Il provvedimento del giudice – dichiara il legale, Michele Laforgia – dimostra che non tutti i medici arrestati sono assenteisti e che bisogna sempre aspettare almeno l’interrogatorio e il contraddittorio per emettere un giudizio, anche politico, altrimenti si rischia di prendersela con innocenti». Come Santamato, solo pochi altri medici coinvolti nell’inchiesta hanno fatto istanza di revoca della misura cautelare dopo essersi difesi negli interrogatori, tra questi Francesco Paolo Di Taranto del reparto di Otorinolaringoiatria, sottoposto all’obbligo di dimora e difeso dall’avvocato Raul Pellegrini, sulla cui posizione si attende ancora la decisione del gip.


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