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Nulla da fare in Consiglio regionale, chiamato a votare la nuova legge elettorale, in particolare la doppia preferenza. All’1,30 il presidente dell’assemblea, Mario Loizzo, ha dovuto prendere atto della mancanza del numero legale e dichiarare la chiusura dei lavori, circostanza che coincide con la conclusione dell’attività della X legislatura.

Sotto accusa da parte della maggioranza i 1950 emendamenti presentati. “Piuttosto che stare qui a discutere del nulla – accusa Campo, capogruppo PD  indicando i 1950 emendamenti come causa della decisione – è meglio affidarsi a quanto il Governo nazionale farà sostituendosi al Consiglio regionale in tema di doppia preferenza di genere”.

Seguono l’uscita dall’aula di numerosi esponenti del governo e della maggioranza. Restano tra i banchi le opposizioni che contestano quello che Nino Marmo, capogruppo di FI, definisce “abdicazione della maggioranza dal proprio ruolo nell’ultimo giorno in cui la legislatura si spegne”.

Ed è ancora Marmo a spiegare il rifiuto opposto dalla maggioranza alla proposta di mediazione che questa volta sono le opposizioni a proporre: ritiro di tutti gli emendamenti, approvazione immediata della doppia preferenza di genere, conferma del 60% della presenza massima di un genere rispetto all’altro con il mantenimento della ammenda pecuniaria che si inasprisce con l’inammissibilità delle liste a decorrere dalla dodicesima legislatura. Ma il numero legale non c’è e finisce così la Consigliatura.


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