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La cultura della sicurezza stradale. Questa la parola d’ordine per l’Ac Bari Bat che insieme alle autoscuole del circuito Ready2Go ha educato al rispetto delle regole della strada migliaia di neopatentati. Oggi, nella sede dell’Ac Bari Bat in via Ottavio Serena, si è tenuta la premiazione del concorso Aci Ready2go 2019 riservato ai neopatentati delle autoscuole. Ilaria Iside Sabbà, neopatentata di 20 anni di Bari ha ricevuto uno dei tre superpremi: uno scooter Honda sh abs S&S 150. “Il nostro territorio oltre ad essere competente è anche fortunato. Già due anni fa su tutta Italia sempre in Puglia è stata vinta una bici elettrica. Oggi è stato vinto questo scooter”, commenta il direttore dell’Ac Bari Bat, Maria Grazia De Renzo.

Durante l’incontro il presidente dell’Ac Bari Bat, Francesco Ranieri, ha presentato gli ultimi dati sugli incidenti stradali in Italia, secondo il rapporto Aci – Istat. Nel 2019 sono diminuiti i morti (3.173 contro i 3.334 del 2018 -4,8%). Ma la fascia più a rischio resta sempre quella tra i 20 e i 29 anni. “Con l’avvento della nuova mobilità sostenibile come i monopattini e le bici elettriche – spiega Ranieri –   andrebbe implementato l’ uso obbligatorio per tutti dei caschi soprattutto sulle bici elettriche che raggiungono velocità sostenute. Necessaria anche  l’assicurazione obbligatoria. Ci affidiamo alle forze dell’ordine per un maggiore controllo soprattutto su minori che circolano regolarmente su strade pedonali”.

Il rapporto Aci – Istat.  Le fasce d’età più a rischio risultano i giovani tra 20 e 29 anni (466 morti: 14,7% del totale; 75 decessi per un milione di residenti) e gli anziani tra 75 e 89 anni (571 morti: 18% del totale; 90,8 decessi per un milione di residenti). Per gli uomini si rilevano picchi in tre fasce d’età: 50-54 (223 morti), 20-24 (212), 45-49 (207).  Per le donne frequenze maggiori per le età 75-89 (153 morti in totale).Stabili, nel 2019, le vittime tra i bambini 0-14 anni (35 rispetto ai 34 dell’anno precedente).  Tra tutti i conducenti coinvolti in incidenti è particolarmente alto il numero di quelli tra i 40 e i 54 anni (29,2%), seguiti dai giovani tra i 20 e i 29 anni (18,3%), ma si registrano proporzioni elevate anche tra i più anziani (9,2% con età 70 anni e più). Rispetto ai patentati la probabilità di essere coinvolti in un incidente è più elevata nei giovanissimi, mentre decresce a partire dai 25 anni: tra 20 e 24 anni il rapporto conducenti/patentati è pari a 13 per mille, nelle età adulte (35-49 anni), l’8 per mille, per gli anziani, invece, il 5 per mille. Anche rispetto alla popolazione il coinvolgimento dei conducenti è più elevato per le classi di età 20-24 e 25-29 anni, con valori, rispettivamente, pari a 9,7 e 9 per mille abitanti.L’aumento dei morti ha riguardato, in modo particolare, i ciclisti (253; +15,5%), i motociclisti (698; +1,6%) – che si confermano tra  le categorie più a rischio – diminuiscono i pedoni (534; -12,7%) e ciclomotoristi (88; -18,5%).

Nel 2019 è leggermente aumentato il numero di incidenti in città (127.000; +0,2%) e diminuito sulle autostrade (9.076; -3,8%) e, in modo più contenuto, sulle strade extraurbane (36.107; -0,7%).
Distrazione, mancato rispetto della precedenza o del semaforo, velocità troppo elevata si confermano, anche nel 2019, le prime tre cause di incidente (85.457, complessivamente il 38,2% delle circostanze).Tra le altre cause più rilevanti: distanza di sicurezza (20.207), manovra irregolare (15.574), il comportamento scorretto verso il pedone (7.800) o del pedone (6.647), presenza di buche o ostacoli accidentali (6.458): rispettivamente il 9%, il 7%, il 3,5%, il 3,% e il 2,9% del totale.

I mesi estivi sono il periodo con il maggior numero di incidenti e vittime. Agosto è il mese più pericoloso per il numero di incidenti gravi (2,2 morti ogni 100 incidenti); sulle strade extraurbane si contano 5 vittime ogni 100 incidenti. Giugno e luglio quelli con più incidenti nel complesso, (rispettivamente 16.916 e 16.481). Di notte (tra le 22 e le 6 del mattino) e nelle ore di buio aumentano sia l’indice di mortalità che quello di lesività (rispettivamente morti e feriti ogni 100 incidenti). Particolarmente elevato l’indice di mortalità per pedoni e ciclisti nelle ore notturne sulle strade extraurbane.


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