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“La Carlo Del Prete deve continuare la sua funzione di scuola”. E’ quanto chiedono a gran voce i genitori del movimento spontaneo “Salviamo la Del Prete” che per l’occasione hanno avviato una raccolta firme. L’appello online ha già raccolto, in particolare, oltre 3000 visualizzazioni e 450 condivisioni. Inoltre, hanno superato le mille firme le petizioni raccolte direttamente fra i cittadini del quartiere e quella online, che ad oggi conta 481 firme.

La scuola, ricordiamo, dopo 93 anni di attività nel cuore del quartiere Carrassi rischia di chiudere per sempre, ma non solo. Pochi giorni dopo la notizia che ha scosso i residenti si è sparsa la voce, poi confermata, della possibilità che quel luogo, adibito fino a poco tempo prima all’educazione potesse diventare sede del Municipio 2. I genitori però non ci stanno, non solo per la valenza simbolica che quella scuola ha per il quartiere, ma anche per la sua storia. Si tratta infatti di un edificio del 1928, di stile neoliberty, che negli anni ha accolto moltissimi cittadini del quartiere accompagnandoli negli anni della propria infanzia.

“Chiudere una scuola o parte di essa e farvi trasferire gli uffici del Comune? no, grazie – scrivono i genitori a monte della petizione – crediamo nella scuola come presidio di cultura,  crediamo che la Del Prete di Bari non vada chiusa né mutilata di spazi, piani, aree” – hanno specificato. Il movimento, in particolare, con la petizione, ma anche tramite diverse iniziative organizzate, chiede che la scuola torni ad ospitare le classi, ma anche gli uffici e il personale, inoltre, chiede che istituzioni, dirigenza, Municipio e Comune, si impegnino affinché la Del Prete venga rilanciata con azioni e risorse concrete “al fine di restituirle la dignità che le spetta”.

Infine, il movimento chiede che si avvii un percorso partecipato di ricognizione e di valorizzazione degli spazi disponibili nel quartiere della città, a totale beneficio di bambini e adolescenti. Subito dopo aver appreso la notizia della chiusura, ricordiamo, in molti, erano infatti scesi in piazza per manifestare il proprio dissenso alla decisione. Anche altre associazioni, tra queste il coordinamento “La scuola che vogliamo – Scuole diffuse in Puglia”, con i genitori, aveva fatto sentire la propria voce decidendo di disporre con una diffida al Comune.

In quell’occasione, in particolare, avevano ricordato l’annosa problematica della mancanza di spazi nelle scuole del Barese che vedono, ad oggi, moltissime strutture ospitare un numero eccessivo di alunni mentre, a detta del coordinamento, diversi edifici, tra questi la Carlo del Prete, potrebbero, in assenza di un numero cospicuo di studenti del territorio, ovviare al problema, ospitando le classi in surplus delle altre scuole. Tra i tanti sostenitori dell’iniziativa, firmatari delle petizioni per salvare la Del Prete e, in caso non fosse possibile, “darle la dignità che le spetta” ci sono anche gli ex allievi, i genitori di allievi, maestri da diverse città italiane, ma anche da Canada, Spagna, Paesi Bassi, New York, Tirana, Svizzera e perfino da Tripoli. Ma non solo: tra le firme ci sono anche quelle di Silvia Godelli, Nicola Laforgia, Maria Chironna, Corrado Petrocelli, Pasquale Bellini, Tiziana Schiavarelli, Giuseppe Scelsi. Con loro tanti ex allievi e docenti della scuola, commercianti e residenti del quartiere, fermamente intenzionati a “mantenere quel presidio di cultura e aggregazione sociale così prezioso in tempi di società liquida e senza più riferimenti stabili”.

Intanto, mentre il futuro della Carlo del Prete resta sospeso, per giovedì 15 Luglio alle ore 17.30 tutte le associazioni, i comitati, le famiglie, i cittadini che aderiscono al coordinamento “Salviamo la Scuola Carlo Del Prete” (sostenuto anche, come già specificato, da La scuola che vogliamo – Scuole diffuse in Puglia che nei giorni scorsi aveva inviato anche una diffida al Sindaco Decaro) daranno vita ad un’assemblea pubblica cittadina per definire le azioni necessarie al fine di presidiare e tutelare l’esclusiva funzione educativa della scuola.

“Abbiamo proposte da avanzare – ha commentato Tonia Guerra, del coordinamento – salvare la Del Prete vuol dire aprire un percorso di valorizzazione di tutti gli spazi scolastici cittadini per un utilizzo equilibrato e la piene fruibilità da parte dei bambini, delle bambine, dei ragazzi della città. Il Sindaco fermi la chiusura e il trasferimento e si apra un processo partecipato” – ha concluso.


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