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Il 28 per cento degli iscritti al primo anno della Magistrale in Giurisprudenza a Bari abbandona gli studi. Il dato è stato rivelato nell’ultimo consiglio di Interclasse durante il quale sono state approvate le schede di monitoraggio annuale dei corsi di studio, che raggruppano dati inerenti ai corsi di studio del dipartimento di Giurisprudenza.
Seppure in miglioramento, dai dati si rileva un alto numero di abbandoni, per cui circa il 28% degli iscritti al primo anno della magistrale in Giurisprudenza (Lmg) sceglie di non iscriversi al secondo; il dato per la Laurea magistrale in Giurisprudenza di Impresa (Lmgi) sale al 31,2%, per Conslav, (Corso di laurea in Consulente del lavoro e Operatore di Impresa) al 50%, e per Ssg (Laura in Scienze dei servizi giuridici) al 54%. Altissima la percentuale di studenti fuoricorso, ben l’85% per SSG, 77% per CONSLAV, il 65% per LMG, e il 47,5% per LMGI.
“Quante volte ci siamo sentiti ripetere che vanno avanti solo i migliori mentre se rimaniamo indietro è perché non siamo bravi abbastanza? – spiegano da Link Giurisprudenza –  L’elevatissimo numero di fuori corso invece è evidentemente indice di un problema strutturale. Un’organizzazione della didattica non adeguata ai bisogni degli studenti, i programmi troppo corposi, esami che ostacolano la carriera accademica, la scarsità di verifiche intermedie sono tutti ostacoli al laurearsi in tempo”.
“Vanno considerati poi altri fattori che riguardano ognuno e ognuna di noi, come la condizione abitativa, il trasporto, le condizioni familiari, psicologiche ed economiche spesso impediscono di laurearsi in tempo. L’università, purtroppo, non ha affrontato questi temi se non in modo occasionale – continuano gli studenti – Essere fuori corso non ritarda solamente l’ingresso nel mondo del lavoro, ma aggrava gli studenti sotto più ambiti: l’affitto, le tasse universitarie più alte, il trasporto ed altri costi prolungati nel tempo peggiorano la situazione, soprattutto per chi è in condizioni socioeconomiche meno vantaggiose. Non è una questione di merito: è il momento di battersi per una didattica più sostenibile che tenga conto delle esigenze degli studenti e offra una formazione adeguata”.

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