A Bari il commercio ambulante è in crisi e perde colpi: in un anno 162 attività hanno chiuso

Mentre in Italia si registra una forte crescita del 30 per cento anche grazie al boom dell’imprenditoria straniera,, i dati forniti da Unioncamere-InfoCamere mostrano una tendenza negativa nel capoluogo pugliese

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Bari si conferma ai vertici della classifica del commercio itinerante, al settimo posto della graduatoria. Ma emergono dati negativi in controtendenza rispetto al trend nazionale. Negli ultimi quattro anni il commercio al dettaglio ambulante del capoluogo pugliese vive un periodo di appannamento. Mentre in Italia si registra una forte crescita del 30 per cento anche grazie al boom dell’imprenditoria straniera (24 mila nuove bancarelle), i dati forniti da Unioncamere-InfoCamere mostrano che a Bari su 5.946 imprese iscritte al registro della Camera di commercio il saldo negativo è di 162 ambulanti pari al 2,7 per cento.

A Napoli, Reggio Calabria, Pescara e Catanzaro per il commercio itinerante si contano aumenti superiori al 20%. Anche in due grandi province del nord e del centro come Milano e Roma, la variazione di attività nel quadriennio è molto elevata, rispettivamente +34% e +22%.

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