Pio

Dodici volti, trentasei scatti per raccontare come una vita “comune” si trasforma in un incubo. Il tema è la violenza sulle donne. L’autore è Pio Meledandri che in “Signa, storie di donne” mostra fotografica inaugurata ieri nell’ex Palazzo delle poste, racconta il “prima e il dopo”, l’amore sul viso di una donna innamorata che può trasformarsi nel peggiore degli incubi. Ci sono volti noti e non, nelle foto di Meledandri. In comune – però – hanno il sangue che scorre dalle sopracciglia, i lividi sugli zigomi, quelli che fanno male all’anima ancora prima che al corpo.\r\n\r\n”Ho ascoltato al tg la notizia di quella donna cosparsa di benzina dal suo ex fidanzato”, racconta il fotografo. “Sono rimasto senza parole e ho pensato che fosse giusto realizzare una mostra sul tema della violenza sulle donne”. “Abbiamo il dovere di parlarne – prosegue – ne dobbiamo parlare tutti. Ecco perchĂ© ho scelto per la mia mostra volti noti ma anche comuni: siamo tutti chiamati in causa su questo tema”.\r\n\r\nOgni donna nella realtĂ  della finzione è rappresentata poco prima e poco dopo la violenza e poi, nell’immaginazione visuale, riprende la vita quotidiana convivendo con “i segni” del trauma. Sono dodici le donne (Angela Mongelli, Annamaria Ferretti, Fara Meledandri, Giulia Ceci, Iginia Romeo, Irma Melini, Ketty Zotti, Paola Di Giulio, Silvia D’Attoma, Stefania Lapedota, Valentina Cernò e Yvonne Cernò) di etĂ , professioni, ruoli sociali diversi che hanno raccontato un dramma “costruito”, ma assolutamente reale.\r\n\r\nIl 18 gennaio, giornata di chiusura della mostra, alle 18 la giornalista Annamaria Ferretti e Stefania Santelia, professoressa di letteratura latina, terranno un incontro sul tema della violenza sulle donne.

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