Ruvo

La tre giorni rappresenta una occasione di formazione e studio per tutti coloro che si occupano di teatro sociale oppure operano con adolescenti e giovani: sarĂ  un momento di riflessione sulle problematiche di un’etĂ , quella di mezzo appunto, estremamente complessa e delicata. In molti casi il teatro si è rilevato lo strumento migliore per fare emergere e per elaborare le inquietudini e le tensioni che caratterizzano il passaggio tra infanzia ed etĂ  adulta. E questo seminario farĂ  emergere esperienze nazionali e locali di questo tipo offrendo spunti per un lavoro da sviluppare sul territorio.\r\n\r\n“Abbiamo deciso di patrocinare e ospitare questo weekend intensivo che ci è stato suggerito dal gruppo Kuziba Teatro con il supporto organizzativo dell’attrice Annabella Tedone – spiegano il vicesindaco e assessore alle politiche sociali Domenica Montaruli e l’assessore alla cultura e all’istruzione Monica Filograno – perchĂ© ci dĂ  la possibilitĂ  di approfondire un tema sempre attuale, come la prevenzione del disagio adolescenziale, con metodi e strumenti innovativi. Nella nostra comunitĂ  si verificano episodi che vengono cataloghi come atti di vandalismo e dei quali spesso sono artefici i giovanissimi. Apriremo nei prossimi mesi un focus su questa emergenza coinvolgendo scuole, forze dell’ordine ed esperti in materia. Ci è sembrato questo un ottimo punto di partenza”.\r\n\r\nOltre al ricco programma di formazione per chi è giĂ  iscritto al corso e soggiornerĂ  a Ruvo di Puglia nei tre giorni previsti, e per chi vorrĂ  iscriversi come uditore inviando una email all’indirizzo del direttore , è prevista per sabato 14 alle ore 17.30 una tavola rotonda pubblica aperta a tutti, in particolare insegnanti, educatori e adulti interessati a questi processi educativi. “Questa sarĂ  un’occasione per riflettere su strumenti nuovi di intervento e di prevenzione. I servizi e gli approcci piĂą diffusi si rivelano oggi inefficaci – dichiarano gli assessori – davanti a modelli comunicativi insoliti, assetti familiari inconsueti ed energie di resilienza ancora inespresse. Ci auguriamo di avviare così un percorso partecipato per scoprire risposte inusuali”.

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