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È in corso, nella provincia di Foggia, una maxi operazione della DIA, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, finalizzata al sequestro di beni immobili, mobili registrati, natanti, aziende agricole e commerciali nonché rapporti bancari, nei confronti di persone indagate a vario titolo per estorsione, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, turbata libertà degli incanti, falsità materiale e violazione della normativa tributaria.

Oltre un centinaio di uomini e donne della DIA di Bari, di Foggia e di Lecce, coadiuvati da personale dell’Arma dei carabinieri, della Guardia di Finanza e della Questura di Foggia, sono impiegati nelle attività di perquisizione e sequestro.

L’attività odierna trae origine da indagini svolte a carico di Pasquale Saracino, 46 enne pluripregiudicato di Cerignola (FG), già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale e contiguo ad esponenti dei clan “Cartagena” e “Piarulli-Ferraro” in passato attivi nella provincia foggiana.

Le investigazioni economico-patrimoniali svolte dalla DIA, hanno permesso di dimostrare come il Saracino, pur risultando nullatenente, sia riuscito nel corso degli anni ad accumulare un consistente patrimonio illecito, intestando beni e rapporti bancari a prestanome (tra cui anche suoi stretti familiari come la moglie, il figlio, la sorella ed il cognato).

In un’aria agricola, appartenente ad un indagato, è stato rinvenuto, sotto terra, un grande contenitore in plastica con numerose centraline per automezzi da utilizzare per i furti e 10 cartucce per fucili illegalmente detenute, nonché 50.000 euro di denaro contante.

Il provvedimento ha riguardato:

  • un’azienda agricola di 28 ettari a Cerignola, del valore complessivo di 1 milione di euro;
  • un’azienda commerciale di alimenti e bevande all’ingrosso, per un valore di oltre 500mila euro;
  • un parcheggio attrezzato per autoveicoli industriali, del valore di oltre 1 milione di euro;
  • due appartamenti ed un locale commerciale a Cerignola, per un valore complessivo di 600mila euro;
  • un’imbarcazione da diporto cabinata e una moto d’acqua, per un valore commerciale di oltre 160mila euro;
  • quote societarie e rapporti bancari per oltre 200mila euro;
  • n. 13 autovetture di varia cilindrata, tra cui fuoristrada “Renegade” e Mercedes “Classe A” e Fiat.

L’esponente del clan nel corso degli anni è riuscito ad accumulare un consistente patrimonio, intestando i beni ed i rapporti bancari a prestanome (tra cui suoi stretti familiari come la moglie, il figlio, la sorella ed il cognato), indagati nell’odierno procedimento e risultati, di fatto, tutti senza alcuna possidenza.


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