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Foggia, muore in un incendio a Rignano. Emiliano: “Basta con i ghetti”

Pubblicato da: redazione | Lun, 27 Giugno 2022 - 14:00
foto Flai cgil foggia

Si chiamava Joof Yusupha  il migrante morto in un incendio che ha distrutto due baracche nell’insediamento spontaneo di migranti ‘Torre Antonacci’, a Rignano Garganico (Foggia). Il suo corpo, secondo le prime informazioni, è stato trovato carbonizzato. Sarebbe rimasto intrappolato in una delle due baracche. A Rignano vivono migranti impiegati prevalentemente nei campi agricoli.

Sono quasi certamente di natura accidentale le fiamme divampate  all’alba di oggi nel ghetto di Torre Antonacci. Il cadavere giaceva riverso a terra all’interno di una delle due baracche in lamiera distrutte nel rigo. L’incendio potrebbe essere divampato o a seguito di un corto circuito o a causa del malfunzionamento di una cucina di fortuna allestita nelle baracche.

“Potremmo aggiungere decine e decine di parole, ed essere ridondanti e caritatevoli – scrive la Flai Cgil Foggia –  Potremmo raccontare e dire tanto, perché è condizione generalizzata in questa terra. Potremmo dire e ridire ed ancora dire, ed ancora raccontare, ma forse non è più il tempo del racconto, dell’ennesimo racconto, del dispiacere, della solidarietà, del cordoglio alla famiglia, o almeno non può essere solo quello. Alle istituzioni, a chi ha responsabilità, a chi ha coscienza, a chi ha il compito di governare il territorio di Capitanata, deve essere chiaro che il momento del racconto deve essere superato. I ghetti devono essere superati da una azione integrata, rapida ed efficace”.

“La morte di Joof Yusupha – scrive il governatore Michele Emiliano – nell’insediamento di Torretta Antonacci addolora e colpisce la comunità pugliese. Il dovere di tutti i livelli istituzionali è superare definitivamente la prospettiva dei ghetti; per questo al Governo centrale chiediamo di non lasciarci soli. La Regione Puglia pur non avendo diretta competenza in materia, consapevole dell’importanza della questione, in questi anni ha sperimentato ed attuato soluzioni efficaci, ha fatto nascere foresterie e percorsi di integrazione sociale per restituire la dignità dell’accoglienza. In Capitanata sono già state realizzate strutture modulari per ospitare 1.250 migranti che arriveranno a 2.300 con gli ulteriori interventi programmati da realizzare entro il 2023. Continuano i programmi emergenziali di distribuzione di acqua potabile in tutti gli insediamenti censiti in Capitanata, di presa in carico e assistenza sanitaria, in sinergia con il Sistema sanitario regionale e le Associazioni di volontariato, di erogazione di servizi di doti individuali per favorire l’uscita dai ghetti. Da questa tragedia parte il grido di dolore della nostra Regione per la ricerca di una forte coesione con tutte le istituzioni, le parti sociali, il sistema dei datoriali. Continuiamo ad essere a disposizione del Governo per realizzare questo obiettivo”.

(foto flai cgil puglia)

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