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Mare e coste, Puglia in testa per le illegalità ambientali

I dati del rapporto "Mare monstrum" di Legambiente

Pubblicato da: redazione | Mer, 4 Settembre 2024 - 17:44
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Le coste e il mare della Puglia sono sempre più vittime di chi le deturpa senza scrupoli. La regione si è infatti confermata ai primi posti nelle classifiche nazionali per quanto riguarda illegalità ambientali. È quanto emerso dal rapporto Mare monstrum di Legambiente relativo al 2023. Il report documenta i reati che colpiscono mare e coste, con gravi ripercussioni sulla vita dei cittadini. Tra questi, l’abusivismo edilizio, che, come sottolinea Daniela Salzedo, presidente di Legambiente Puglia, “aggrava il dissesto idrogeologico e trasforma i temporali estivi in inondazioni”.

I dati contenuti nel rapporto indicano un aumento delle violazioni ambientali in Italia rispetto a due anni fa, con la maggior parte dei reati concentrati nelle regioni meridionali. La Campania guida la classifica seguita da Sicilia, Puglia e Calabria. In Puglia, sono stati accertati oltre tremila reati, più di 3.200 persone sono state denunciate, 17 sono finite in carcere e sono stati eseguiti 711 sequestri. In quasi tutte le province pugliesi si registrano operazioni di contrasto a immobili costruiti senza alcuna autorizzazione. Un esempio significativo proviene dal Salento, dove a Marina Serra, nel comune di Tricase, i carabinieri hanno scoperto lavori abusivi di sbancamento, spietramento e livellamento di un terreno all’interno del parco naturale regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase.

Accanto alle costruzioni abusive, la Puglia affronta anche il problema dello sversamento illecito di rifiuti. La regione si colloca al secondo posto in Italia con 881 reati di questo tipo, un dato aumentato di oltre il 57% rispetto a due anni fa. La Puglia occupa anche il secondo gradino del podio per la pesca illegale, con 1.264 infrazioni accertate. “È indispensabile che nella lotta all’abusivismo edilizio ci sia un supporto finanziario ai Comuni, alle procure e alle prefetture che eseguono le sentenze,” conclude Salzedo, evidenziando la necessità di risorse adeguate per contrastare efficacemente queste forme di illegalità.

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