Criticità organizzative, carenza di programmazione e condizioni di lavoro ritenute inadeguate. È quanto denunciano le organizzazioni sindacali della Polizia Locale di Bari, in particolare le Segreterie Territoriali Cisl FP Bari , UIL FPL Bari e C.S.A che parlano di una situazione ormai “non più sostenibile” e chiedono interventi immediati da parte dell’amministrazione.
“Le scriventi organizzazioni sindacali denunciano con fermezza una gestione della Polizia Locale che continua a evidenziare gravi criticità organizzative, assenza di programmazione e una preoccupante mancanza di indirizzo chiaro e coerente”, si legge nella nota. Tra i punti più critici segnalati, il presidio del Molo San Nicola, definito un’area particolarmente delicata. “È inaccettabile che vengano impiegate appena due unità, senza adeguati dispositivi di sicurezza e senza un piano operativo strutturato”, sottolineano i sindacati, evidenziando come tale scelta “esponga il personale a rischi concreti”.
Nel mirino anche la gestione della viabilità in occasione della manifestazione con auto d’epoca dello scorso 15 marzo. Secondo le sigle sindacali, l’impiego di sole tre pattuglie avrebbe causato “il collasso della città”, rendendo necessario l’intervento in emergenza del restante personale. “Operatori costretti a lavorare nel caos e cittadini ostaggio del traffico e dei disservizi”, denunciano. Critiche anche sulle condizioni di lavoro. In particolare, viene segnalato quanto accaduto il 17 marzo, quando alcuni agenti sarebbero rimasti per ore sotto la pioggia. “Alla richiesta di rientrare in sede per cambiarsi, è stato opposto un diniego. Una decisione gravemente irrispettosa verso lavoratori che stavano operando in condizioni estreme”, si legge nella nota.
I sindacati chiedono ora interventi concreti. “Servono risposte immediate”, affermano, indicando tra le priorità la revisione del presidio al Molo San Nicola, l’accertamento delle responsabilità nella gestione della manifestazione del 15 marzo e chiarimenti sulle disposizioni impartite al personale nei giorni successivi. “In assenza di risposte concrete e tempestive, attiveremo tutte le forme di mobilitazione consentite. Non è più tempo di giustificazioni, è tempo di responsabilità”, concludono le organizzazioni sindacali.
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