Arrivano le prime condanne nell’inchiesta sugli appalti nella sanità barese. Il gup del Tribunale di Bari, Valeria Isabella Valenzi, ha definito con rito abbreviato due posizioni, infliggendo tre anni di reclusione all’imprenditore Giuseppe Rucci e quattro anni e sei mesi alla funzionaria dell’ufficio tecnico dell’Asl Bari, Concetta Sciannimanico.
Secondo quanto emerso in sede processuale, Rucci, referente della società Ism Impianti Servizi Medicali srl di Bitonto, è stato ritenuto responsabile di aver consegnato buoni carburante a un dirigente dell’Asl Bari, coinvolto nelle procedure relative alla manutenzione degli impianti di distribuzione dei gas medicali in diverse strutture sanitarie del territorio, tra cui l’ospedale Di Venere, il presidio di Bitonto, Ruvo di Puglia e la casa circondariale di Bari. Per il giudice, si trattava di un’utilità concessa in cambio di favori legati agli affidamenti e alla gestione degli appalti. Sciannimanico è stata invece condannata per una serie di episodi illeciti ritenuti parte di un’unica condotta, legati alla gestione di lavori e procedure pubbliche dell’Asl Bari. Il giudice ha riconosciuto il suo coinvolgimento in pratiche irregolari finalizzate ad agevolare operatori economici in cambio di utilità, escludendo però una delle aggravanti contestate.
Per entrambi gli imputati è stata disposta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il divieto permanente di contrattare con la pubblica amministrazione, fatta eccezione per le prestazioni di pubblico servizio. Nei confronti della funzionaria è stata inoltre disposta la cessazione del rapporto di lavoro. La sentenza prevede anche la confisca di somme di denaro: 200 euro per Rucci e 15mila euro per Sciannimanico, oltre ad altri beni già sottoposti a sequestro. I due imputati sono stati infine condannati al risarcimento dei danni in favore dell’Asl Bari e della Regione Puglia, oltre al pagamento delle spese legali.
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