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Oltre 7 pazienti su 10 in Medicina interna hanno più di 70 anni: il report in Puglia

Intanto prosegue per il quarto fine settimana consecutivo il piano straordinario per il recupero delle prestazioni sanitarie al Policlinico di Bari

Pubblicato da: redazione | Sab, 21 Marzo 2026 - 12:07
medico medici

Nei reparti di Medicina Interna della Puglia oltre sette pazienti su dieci hanno più di 70 anni e presentano in media più di quattro patologie concomitanti. Il dato emerge da un lavoro di analisi condotto a livello regionale dalla Fadoi (Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti).

Il report, si legge in una nota, fotografa “una crescente complessità clinica accompagnata da una forte pressione organizzativa”. Secondo l’indagine, il 71% dei ricoverati ha più di 70 anni e presenta in media 4.29 comorbidità. Il 65% degli internisti ritiene che questi pazienti “richiedano prevalentemente livelli di cura medio alti o alti”. Nonostante questo scenario, spiegano dalla Federazione “le Medicine Interne continuano spesso a essere classificate come reparti a bassa intensità assistenziale, con ricadute dirette sugli organici”. La carenza stimata è del 17% tra i medici e del 15% tra gli infermieri. Sul fronte dei posti letto, il tasso medio di occupazione si attesta al 97% e nel 47% dei reparti “si registra overbooking, con ricoveri oltre la capienza prevista”. Inoltre “il boarding in Pronto soccorso rappresenta una criticità diffusa: nell’88% dei casi viene giudicato di entità almeno media o grave”. Le difficoltà riguardano anche il rapporto con il territorio. In media il 29% dei ricoveri “potrebbe essere evitato con una migliore presa in carico territoriale”.
Il presidente regionale Fadoi, Salvatore Lenti, sottolinea “che la presa in carico dovrebbe iniziare già in Pronto soccorso (come area medica di accoglienza Ama), per garantire maggiore appropriatezza e gestire al meglio i pazienti acuti nelle aree sub intensive della Medicina Interna, rafforzando così il ruolo strategico di questi reparti nella rete ospedaliera”.

Intanto prosegue per il quarto fine settimana consecutivo il piano straordinario per il recupero delle prestazioni sanitarie al Policlinico di Bari. Tra oggi, sabato 21, e domani, domenica 22 marzo, sono 370 le attività programmate, tra visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici.

Il piano rientra nelle azioni promosse dalla Regione Puglia per ampliare l’offerta assistenziale e ridurre i tempi di attesa dei pazienti con priorità urgente o breve.

Nel dettaglio, sono previste 267 prestazioni ambulatoriali e 103 interventi chirurgici. Oggi sono programmate 289 prestazioni complessive, tra cui 150 prime visite, 84 esami strumentali e 55 interventi chirurgici. Domenica 22 marzo l’attività prosegue con 81 prestazioni, tra cui 48 interventi chirurgici, assicurando continuità al programma anche nella seconda giornata del weekend.

Particolarmente rilevante in questo fine settimana l’attività chirurgica dell’urologia, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate, come la chirurgia robotica. Le sale operatorie restano attive anche nella giornata di domenica per il recupero degli interventi di cataratta, con 40 interventi programmati. Accanto a questo, prosegue il lavoro sulle prime visite, elemento centrale per migliorare l’accesso alle cure, la chirurgia generale e la chirurgia plastica. Sul fronte diagnostico, continuano gli esami ad alta domanda come ecografie, mammografie, TAC ed endoscopie.

“Stiamo consolidando un modello organizzativo che rafforza la capacità di risposta e migliora l’accesso alle cure”, dichiara il direttore generale Antonio Sanguedolce. “Siamo alla quarta settimana del piano straordinario e registriamo una piena adesione da parte dei clinici: il progressivo coinvolgimento di più discipline dimostra che questo percorso è condiviso. Voglio ringraziare tutti i professionisti per la disponibilità e l’impegno nel sostenere queste attività aggiuntive. Stiamo lavorando per rendere strutturale questo aumento dell’offerta sanitaria, attraverso una riorganizzazione delle attività chirurgiche e una valorizzazione del contributo di tutti”, conclude.

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