Nell’ambito del FuoriBif&st, è stata inaugurata questa mattina nel Teatro Margherita, alla presenza del sindaco di Bari Vito Leccese, dell’assessora comunale alle Culture Paola Romano e dell’amministratore delegato di Herambiente Andrea Ramonda, la mostra “Sguardi sul cinema”, realizzata da Scart e promossa da Comune di Bari, Regione Puglia e Gruppo Hera, in collaborazione con le Accademie di Belle Arti di Bologna, Firenze e Ravenna.
A dare vita alle 46 opere, sotto la guida degli insegnanti e di Maurizio Giani, ideatore di Scart e Direttore Marketing Herambiente (Gruppo Hera), sono stati gli studenti delle Accademie di Belle Arti di Bologna, Firenze e Ravenna, nel corso di diversi workshop tenuti nei laboratori SCART, presso la piattaforma di trattamento e recupero rifiuti industriali di Herambiente a Santa Croce sull’Arno (PI).
La mostra propone quadri dedicati a grandi protagonisti del cinema italiano. C’è il ritratto di Massimo Troisi che sorride attraverso ritagli di pelle e frammenti di cellophane. E Anna Magnani che proietta il suo sguardo enigmatico da pezzetti di tende da sole e accessori in metallo. Poi un angosciato Pierfrancesco Favino, nei panni di Tommaso Buscetta, che emerge da cravatte di scarto, sfridi di gomma e taccuini per appunti sapientemente allineati. E ancora Claudia Cardinale, figura ispiratrice del Bif&st 2026, Lino Banfi, Sophia Loren, Gerard Depardieu e tante altre icone del cinema italiano e internazionale: in tutto 46 quadri, tutti rigorosamente realizzati con scarti industriali.
La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile fino al 12 aprile.
“Sguardi sul cinema è un esempio di come la circolarità possa produrre cultura – ha commentato Vito Leccese -: si tratta di una mostra straordinaria che intreccia memoria e materia, immaginazione e sostenibilità trasformando oggetti e materiali di scarto in opere d’arte capaci di stimolare una riflessione sul valore delle cose.
Siamo grati al Gruppo Hera per aver scelto la nostra città come luogo in cui dar vita a un evento originale che coniuga cultura ambientale e linguaggio artistico per rendere omaggio a figure indimenticabili del cinema italiano che sono parte dell’immaginario collettivo.
Una mostra a ingresso libero che la città è orgogliosa di offrire al pubblico del festival e a tutti i cittadini e visitatori negli spazi del Teatro Margherita, da porto restituito alla fruizione pubblica dopo gli ultimi interventi di restauro”.
“Siamo lieti e onorati di portare per la prima volta a Bari, grazie Comune e Regione Puglia il progetto Scart – ha spiegato Andrea Ramonda, amministratore delegato Herambiente -. Questi laboratori, che trasformano gli scarti industriali in arte, rappresentano una delle espressioni più originali del nostro impegno verso l’ambiente. Herambiente, infatti, primo operatore italiano nel trattamento e nel recupero dei rifiuti speciali, sente come parte integrante della propria missione anche la promozione di una cultura della circolarità. In questo senso, l’impatto estetico ed emozionale delle opere Scart, vuole essere una vera e propria call to action rivolta a tutti i cittadini per accrescere l’attenzione verso l’uso consapevole di ogni risorsa”.
SCART: un progetto per promuovere recupero e riuso con l’arte
Tutte le opere esposte sono state realizzate da Scart, progetto artistico del Gruppo Hera, che da quasi trent’anni trasforma gli scarti in opere d’arte: ad esempio, statue, arredi, installazioni, o, come in questo caso, quadri. La finalità dell’iniziativa, che in 29 anni ha dato vita a oltre mille opere, non è solo artistica, ma anche ambientale: promuovere, attraverso il linguaggio universale del bello, una diffusa cultura del recupero e dell’uso consapevole delle risorse.
I rifiuti capaci di riprodurre luci, ombre ed espressioni
Attraverso la manipolazione e l’accostamento dei rifiuti industriali presenti nella materioteca Scart, gli studenti hanno riprodotto su quadri di grandi dimensioni le immagini di star del cinema. Alcune sono immortalate in veri e propri ritratti (32 opere in formato 70 x 100 cm). Altre sono invece calate in scene di capolavori indimenticabili (14 opere in formato 160 x 200 cm), come, ad esempio, Roberto Benigni e Paolo Villaggio ne La voce della luna o Alain Delon e Lea Massari ne La prima notte di quiete.
Così, bottoni, sfridi di gomma, flaconi di plastica, ritagli di tessuto, pulper di cartiera, fili di rame e tanti altri materiali hanno riprodotto sguardi e rughe, giochi di luce e ombre, con il suggestivo effetto ottico tipico della pittura macchiaiola. Da vicino, ogni volto appare confuso, quasi indistinguibile nel mosaico di oggetti diversi fra loro che si accavallano in ogni ritratto. Ma allontanandosi, magicamente, ogni dettaglio va al proprio posto e l’occhio percepisce il ritratto nella sua interezza, nitido e inconfondibile.
Accanto ai quadri la statua di Federico Fellini
La mostra è completata da una vera e propria chicca, naturalmente a tema cinematografico: la statua alta 2 metri e mezzo di Federico Fellini, impegnato a dare istruzioni sul set con un megafono. L’opera è realizzata partendo da una stampa in 3D di polimero interamente riciclato, rivestito poi con scarti di cuoio, tessuti, accessori borse, plastica, secchi da imbianchini, trucchi, bottoni, fibbie e i pezzi di un megafono.
Giorni e orari di apertura, con visite guidate gratuite per le scuole
La mostra, a ingresso libero, sarà aperta fino al 29 marzo (termine del Bif&st) tutti i giorni con orario continuato 10-12.
Dal 30 marzo al 12 aprile osserverà, invece, i seguenti orari: dal lunedì al venerdì 15.30-12:30; sabato, domenica e festivi 10-12.
È possibile richiedere gratuitamente visite guidate per le scuole, contattando cr@larancia.eu.