Una vetrina accesa, dieci spente. È l’immagine della domenica nel cuore di Bari, un biglietto da visita che sta iniziando a pesare come un macigno sulla reputazione turistica della città. Se da un lato le grandi catene di via Sparano provano a tenere viva la fiammella dello shopping, basta svoltare l’angolo nel quartiere murattiano per trovarsi di fronte a un deserto di serrande abbassate.
“La domenica tutti i negozi del centro sono chiusi e anche molti bar e ristoranti. Questo limita molto un turista a ritornare”. Lo sfogo, raccolto tra i visitatori che in questi giorni vagavano tra le vie del centro, è un campanello d’allarme per l’economia locale. Per chi arriva da fuori, magari con poche ore a disposizione, trovare la maggior parte delle attività serrate è un controsenso incomprensibile per una città che punta a diventare una capitale del Mediterraneo.
La realtà è una Bari a due velocità. Mentre i colossi del fast-fashion e pochi altri punti vendita in via Sparano restano aperti, garantendo un minimo di movimento, la stragrande maggioranza dei negozi di vicinato, delle boutique storiche e persino di molti bar e ristoranti preferisce il riposo festivo. Un paradosso che colpisce non solo i crocieristi, ma anche chi sceglie Bari per un weekend fuori porta, trovando servizi a metà.