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Leishmaniosi e nuove zanzare, Italia prima per incidenza

Gli insetti, principali vettori della leishmaniosi nel cane e nell'uomo, stanno rapidamente ampliando il loro territorio

Pubblicato da: redazione | Mar, 24 Marzo 2026 - 09:02
Close-up of a mosquito on human skin
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 L’Italia si conferma al primo posto in Europa per incidenza di leishmaniosi umana cutanea e al secondo posto per incidenza di leishmaniosi umana viscerale. Per questo serve collaborazione, non solo per la prevenzione della leishmaniosi nel cane con i suoi impatti sull’uomo e sulla sanità territoriale, ma anche per controllare la rapida espansione di nuove specie di zanzare invasive provenienti dall’Asia orientale, in un’ottica ‘One Health’. Sono stati questi i temi al centro del ‘LeishTalk 2026’, che torna per il secondo anno nell’ambito dell’iniziativa ‘Stop alla Leishmania in 3 Act’, evento multidisciplinare promosso da Boehringer Ingelheim Animal Health con il Patrocinio di Anmvi e Fnovi e organizzato dalla società Ev a Peschiera del Garda. In Italia è in corso un cambiamento profondo e sempre più evidente nello scenario epidemiologico dei pappataci (flebotomi) e delle nuove zanzare invasive. Questi insetti, principali vettori della leishmaniosi nel cane e nell’uomo, stanno rapidamente ampliando il loro territorio.

La leishmaniosi canina (Lcan) è ormai segnalata endemica in oltre 57 nuovi Comuni del Nord Italia, con sempre nuovi focolai di Leishmania infantum registrati in Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, mentre si assiste a un aumento esponenziale dei nuovi casi in Emilia-Romagna e Toscana. Parallelamente, nuove specie di zanzare invasive stanno dimostrando una sorprendente capacità di adattarsi a temperature più fredde e alla presenza di serbatoi animali. “Pur restando fermi alcuni capisaldi, come l’informazione e l’educazione del veterinario e del proprietario, quest’anno abbiamo ritenuto necessario spostare il focus sulla prevenzione consapevole con l’obiettivo preciso di ottenere la cosiddetta ‘Top Protection’, ossia la protezione totale, quella che offre la massima sicurezza a tutti: cane e uomo”, ha detto Domenico Otranto, professore di parassitologia e malattie parassitarie degli animali presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Bari. “In primo luogo – ha aggiunto – va adottato un approccio consapevole e attento dal medico veterinario, chiamato a una scelta mirata degli antiparassitari disponibili che proteggano da pappataci e zanzare, e consigliare in alcune condizioni una combinazione con un antiparassitario orale ad azione insetticida che protegge anche contro le zecche e, se necessario, raccomandando la vaccinazione”.

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