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L’arte in terapia intensiva: i giovani trasformano il reparto con il progetto C.u.r.a.

Gli studenti del Liceo artistico portano colore e creatività per rendere la cura più umana e accogliente

Pubblicato da: redazione | Lun, 30 Marzo 2026 - 15:42
Terapia intensiva Asclepios 3

In un reparto dove ogni giorno si combatte per salvare vite, un tocco di colore e creatività sta cambiando l’atmosfera: la terapia intensiva del Policlinico si apre all’arte grazie al progetto “C.U.R.A. – La bellezza per curare intensamente”, pensato per rendere più accoglienti gli spazi e valorizzare anche l’esperienza dei familiari dei pazienti. L’iniziativa porta la creatività degli studenti direttamente all’interno di uno degli ambienti più complessi dell’ospedale, trasformando la cura in un’esperienza che include anche la bellezza.

Questa mattina, nel padiglione Asclepios 3, il progetto è stato presentato ufficialmente. A collaborare sono 47 studenti delle classi IV e V indirizzo Grafica del Liceo Artistico e Coreutico “De Nittis-Pascali”, impegnati a realizzare opere artistiche destinate alla Terapia Intensiva 1 “S. De Blasi”. L’iniziativa nasce da una collaborazione tra l’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Bari, il Liceo artistico e il Distretto Rotary Puglia e Basilicata, che finanzia la produzione degli elaborati.

“Stiamo lavorando per realizzare una delle terapie intensive più grandi d’Italia, con 25 posti letto, 8 dedicati al trauma e 6 al trapianto di organi. Una struttura avanzata dal punto di vista tecnologico e organizzativo, ma che vogliamo sia anche profondamente umana”, ha spiegato il prof. Marco Ranieri, direttore del Dipartimento di Emergenza e dell’Unità Operativa di Rianimazione I del Policlinico di Bari. “Abbiamo scelto di farlo insieme alla città e ai ragazzi del Liceo artistico. In un tempo in cui spesso le nuove generazioni vengono raccontate come un problema, qui vediamo studenti che contribuiscono a rendere l’ospedale più bello e più accogliente. È un segnale importante, che restituisce valore al loro ruolo e rafforza il legame tra istituzioni, scuola e comunità”.

Il percorso formativo ha previsto anche incontri tra medici, infermieri e studenti, per spiegare le caratteristiche della terapia intensiva, la tipologia dei pazienti e la complessità degli ambienti di cura. In seguito, gli studenti potranno visitare direttamente i reparti, così da interpretare gli spazi con maggiore consapevolezza e trasformarli in modo mirato.

“Questo progetto – ha spiegato il Direttore Generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce – si inserisce in un percorso più ampio che l’Azienda sta portando avanti sul tema dell’accoglienza e dell’umanizzazione delle cure. Un percorso che riguarda non solo l’organizzazione sanitaria, ma il modo in cui l’ospedale si apre ai cittadini, agli utenti e ai loro familiari, con un’attenzione crescente alla qualità degli ambienti e delle relazioni”. “Parliamo di interventi concreti: aree di accoglienza più confortevoli, servizi dedicati ai familiari e agli accompagnatori, strumenti per facilitare l’accesso alle informazioni, anche nei contesti più complessi come il pronto soccorso. Il Policlinico è una struttura ad alta complessità, impegnata in attività di rilievo nazionale come i trapianti e la chirurgia avanzata, ma vuole essere allo stesso tempo un luogo attento alla persona, al paziente e ai suoi familiari”, conclude.

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