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Il progetto candidato dalla Città Metropolitana di Bari, “I gioielli della Corona”, al quale partecipa il Comune di Modugno con una propria proposta progettuale, si è classificato quarto tra i 19 progetti selezionati dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibact) ed ammessi a finanziamenti per un totale di 5.6 milioni di euro provenienti dal Piano di Azione e Coesione 2007-2013. Le risorse finanziarie sono state stanziate dal Ministero per sostenere nel sud Italia, tramite un apposito bando selettivo, i costi delle progettazioni nell’ambito di progetti integrati di scala territoriale e locale orientati alla valorizzazione culturale. Risorse cioè da utilizzare per sviluppare infrastrutture, sostenere spese per l’acquisizione di servizi, elaborare e predisporre progetti di gestione o riqualificazione dei maggiori attrattori culturali in ogni comune o aggregazione di comuni che abbia superato la selezione.

È stata premiata, dunque, la partecipazione del Comune di Modugno alla cordata di 14 comuni della Città Metropolitana di Bari (con Bari comune capofila, Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Bitritto, Binetto, Bitetto, Capurso, Cellamare, Giovinazzo, Grumo Appula, Triggiano, Valenzano e Sannicandro), un’aggregazione alla quale sono stati riconosciuti 335.000 euro utili alla progettazione di una serie di interventi di riqualificazione e valorizzazione di beni materiali e immateriali nei territori delle città aderenti. Per il Comune di Modugno si apre la prospettiva di potenziare i sistemi di fruizione e valorizzazione di un nutrito elenco di beni: Casale di Balsignano, Palazzo La Corte, Palazzo Santa Croce, Chiesa del Purgatorio, Chiesa SS. Annunziata, Chiesa delle Monacelle e Santuario della Madonna della Grotta.
“Partecipiamo a un progetto su scala territoriale di ampio respiro – spiega l’assessore Formicola – con l’obiettivo di potenziare l’offerta turistico-culturale della Città di Modugno. Il riconoscimento dei finanziamenti ci offre oggi l’opportunità di valorizzare il nostro patrimonio culturale immettendolo in un circuito che ci consente di superare la dimensione strettamente localistica che ha finora caratterizzato la fruizione dei beni culturali del nostro territoio.”


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