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“Nel Pd non applicherei il Daspo a nessuno perché il Pd è un partito inclusivo e noi non allontaniamo nessuno”: Antonio Decaro, sindaco di Bari, ed esponente renziano in Puglia, è così intervenuto sulle crescenti polemiche interne al mondo dem rispondendo ad una domanda durante una intervista su RadioNorba. Il riferimento nasceva dagli effetti del decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri, provvedimento che rafforza il potere di ordinanza dei sindaci su questioni di ordine pubblico e prevede una forma di Daspo, ossia di divieto a frequentare alcuni quartieri per spacciatori, prostitute, writers e mendicanti. Con l’avvicinarsi del confronto congressuale, Decaro dovrà fronteggiare la competizione con Michele Emiliano, tra i leader dell’opposizione interna all’ex premier fiorentino.

Il senso del Daspo come facoltà per i sindaci

“La norma l’abbiamo scritta noi sindaci. Se prima il sindaco poteva solo chiedere al comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza di essere ascoltato su alcuni temi, oggi c’è un patto che viene sottoscritto tra il sindaco e il Prefetto sui temi della sicurezza della propria città”. Decaro ha specificato che il Daspo sarà emesso dalle forze di polizia, ma “i sindaci potranno individuare zone rosse chiedendo alle forze dell’ordine di allontanare spacciatori o chi si prostituisce”.


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