È stimato in oltre dieci milioni di euro il danno alle produzioni agricole causato dall’ondata di maltempo fuori stagione. A rilevarlo, con una mappa regionale, è Coldiretti in occasione della premiazione del primo concorso fotografico «Obiettivo Acqua», promosso da Coldiretti, Anbi (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue) e Fondazione Univerde. L’organizzazione agricola, accreditando il danno alla perdita di un intero anno di lavoro, segnala che «in molte regioni sono state avviate le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità».

Coldiretti sostiene in questo momento «anche l’importanza della sospensione del pagamento delle imposte e dei contributi per assicurare la ripresa produttiva delle imprese e il ripristino delle strutture danneggiate». Nel presentare il bilancio dei danni l’organizzazione aggiunge che «il conto potrebbe aumentare nelle aree minacciate dalla nuova perturbazione dove si stanno stendendo le reti antigrandine a protezione delle colture e si anticipa, dove possibile, la raccolta di frutta e verdura per metterle al sicuro dalle intemperie».

Tra le situazioni più gravi- sostiene l’organizzazione agricola- c’è l’Emilia Romagna soprattutto a causa dell’esondazione dei fiumi. Situazione problematica anche in Puglia con grandine e chicchi grandi come pietre, specialmente nelle province di Taranto, Bari e Lecce. Il monitoraggio per regione registra analoghe situazioni generalizzate in Lombardia, Piemonte, Veneto, Marche, Lazio, Basilicata, Abruzzo, Sardegna e in tutte le aree territoriali dello Stivale.

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