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Rientro a scuola previsto per il 7 gennaio, ma solo per la metà degli studenti italiani delle scuole superiori. Per il restante 50%, infatti, proseguirà il percorso di studi a distanza attraverso video-lezioni. A chiarirlo è una circolare diffusa dal Viminale, che recepisce l’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza e fissa al 50% la soglia della didattica in presenza per le scuole superiori. Un limite che, secondo il parere del ministro dell’Interno Lamorgese, non potrà essere superato in nessun caso, nonostante alcune amministrazioni comunali e regionali si siano già preparate a far tornare in aula il 75% degli studenti più grandi, come da ultimo decreto. 

La decisione sulla nuova soglia, che sostituisce quella fissata dal Dpcm dello scorso 3 dicembre, è stata presa nei giorni appena precedenti alle festività natalizie con l’accordo tra ministeri, Regini ed enti locali e non prevede alcuna deroga: “Si precisa che la percentuale del 50% rappresenta un elemento fisso – spiega la circolare del Viminale, che prosegue – la ripresa della didattica in presenza non potrà superare tale limite nell’eco temporale definito dalla stessa ordinanza”.

Inflessibilità che è stata confermata anche dal capo dipartimento del ministero dell’Istruzione, Marco Bruschi, che, rivolgendosi agli istituti scolastici, aggiunge: “So che alcuni di voi hanno già rimodulato ai sensi dell’ordinanza per adottare, sino al 15 gennaio, la partecipazione in didattica in presenza al 50%. Ricordo che si tratta di disposizioni non derogabili. Il prezioso lavoro che tutti avete svolto per rispettare il 75% è, di fatto, rinviato”. 


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