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Tre anni di reclusione e revoca della patente di guida: questa la pena comminata martedì 16 marzo 2021 dal giudice monocratico di Taranto a un  26enne, di Altamura, che il 24 giugno 2017, alle 22.30, sulla Statale Appia, ha causato il grave incidente in seguito al quale la piccola Irina Apostol ha avuto amputata la manina sinistra.

Il papà della bimba, un 35enne di origine rumena ma residente da tempo a Ginosa, procedeva sulla Statale 7 via Appia, nel comune di Laterza, verso Castellaneta, su una Opel Tigra: a bordo c’era tutta la sua famiglia, la moglie e i due figli, un bambino di allora dieci anni e una di cinque, Irina. All’improvviso è spuntata una  Mercedes Classe C intestata al padre dell’imputato ma in uso al 26enne che, “procedendo in direzione Laterza-Castellaneta, giunto alla progressiva chilometrica 604+900 alla velocità di 234 km/h, intraprendeva una manovra di sorpasso della Tigra e, avvedutosi dell’arrivo dall’opposto senso di marcia dell’autovettura Clio condotta da D. G. N., nel tentativo di evitare l’impatto con quest’ultima, rientrava nella sua corsia di marcia, urtando dapprima la Clio sulla fiancata sinistra e tamponando violentemente la Opel Tigra, che usciva fuori strada urtando un muretto a secco a destra della carreggiata, ribaltandosi più volte su se stessa e arrestandosi sulla fiancata destra nel terreno incolto” come si legge nel decreto di citazione diretta a giudizio disposta dal Pm della Procura di Taranto titolare del procedimento penale, la dott.ssa Giorgia Villa, a carico del pirata della strada.

Il giovane ha continuato la sua corsa, urtando altri veicoli che provenivano nel senso opposto, e si è dileguato. I quattro occupanti la Tigra sono stati condotti al Pronto Soccorso di Castellaneta: il conducente, la moglie e il figlio più grande hanno rimediato vari traumi, ma se la sono cavata con prognosi non gravi. Irina invece ha riportato un trauma cranico con frattura dell’osso temporale e parietale sinistro e l’amputazione totale del polso e della mano sinistra: il piccolo arto, oltre a esserle stato strappato, è finito schiacciato e i medici non hanno potuto riattaccarlo. Data la grave situazione, la piccola è stata trasferita nell’ospedale di Bari, dove è rimasta per giorni in Rianimazione: dopo diversi interventi subiti, è stata dichiarata fuori pericolo e dopo un mese dimessa.

 I carabinieri di Castellaneta, grazie a una meticolosa attività investigativa, sono riusciti a risalire all’auto pirata, al proprietario e a chi la guidava al momento e nel luogo dell’incidente. La dott.ssa Villa ha dunque iscritto G. R. nel registro degli indagati e poi disposto la citazione diretta a giudizio per i reati di lesioni stradali gravissime, “con l’aggravante di aver commesso il fatto a una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita, di aver cagionato lesioni a più persone e di essersi dato alla fuga”, e per quello di omissione di soccorso “perché, dopo aver cagionato l’incidente, non ottemperava all’obbligo di prestare l’assistenza occorrente alle persone ferite”.

“Dopo una lunga serie di rinvii – fanno sapere i legali di Studio 3A – anche causa Covid, martedì si è finalmente arrivati all’udienza decisiva davanti al Tribunale monocratico e a una sentenza importante, che non restituirà l’arto alla bambina, ma rende un po’ di giustizia a lei e alla sua famiglia, sia per l’entità della pena, di non poco conto e che non prevede la sospensione condizionale, sia per la sanzione accessoria della revoca della patente: il 26enne non potrà più guidare”.


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