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Alcol, droga e alta velocità in Puglia, è la generazione degli eccessi. L’esperto: “Perso il senso della comunità”

Pubblicato da: Rosanna Volpe | Lun, 8 Agosto 2022 - 06:30
alcol

Auto e moto che sfrecciano in città, pedoni investiti, vite giovanissime stroncate. L’estate 2022 è cominciata male e prosegue peggio. Tra eccessi alla guida, aggressioni diffuse, eccessi di alcol e droga. L’alcol soprattutto, è diventata la grande preoccupazione per hi questi fenomeni li studia. Perché se è vero che l’uso di droga non è mai passato di moda (semmai a cambiare sono state le sostanze utilizzate), con l’alcol la situazione sta degenerando. Cominciano a 12 anni e credono di fare una cosa legale. In breve tempo si ritrovano nel tunnel della dipendenza.

Eccessi quindi. Eccessi che riguardano principalmente i giovanissimi. Quelli che più preoccupano e che oggi si trovano a vivere un momento sociale particolarmente complesso. Colpa del Covid? Anche, ma non solo.

“Il Covid ha solo scoperto un processo già evidente di parcelizzazione e di isolamento, spiega Vincenzo Gesualdo, presidente dell’ordine degli psicologi di Puglia. In altre parole secondo Gesualdo il vero problema sta nell’aver perso per strada, in modo drammatico, il senso di appartenenza a una comunità.  “Esiste soltanto l’individuo, spiega ancora. Cresce l’onnipotenza individuale, l’altro non esiste. Questa è la società dell’individualità, dell’egoismo e dell’opportunismo”. Secondo il presidente questo è un processo iniziato un ventennio fa. Che poi ha preso strada attraverso internet e attraverso i social per poi prendere completamente il sopravvento. Non ci stupisce quindi che c’è chi decide di sfrecciare per la città in auto o in moto senza preoccuparsi delle conseguenze.

Un problema che va spesso ricercato nella famiglia come spiega ancora: “Non esiste un no, non esiste un contenimento. I figli, spesso unici, diventano un ‘Dio tiranno’. E appunto quando si affacciano nella società, vivono come fossero soli”. E’ una strada senza via d’uscita? Per Gesualdo no, ma è necessario tornare a lavorare sulle famiglie e nelle scuole. “Dobbiamo formare colleghi capaci di lavorare sul gioco di squadra perché solo insieme è possibile vincere questa partita. Una partita in cui torni al centro della nostra società la comunità, la collaborazione, lo sguardo verso l’altro. E’ questo – conclude – l’unico modo per vincere.

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