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Bari, la sicurezza in periferia vista dalle donne: “Abbiamo paura”

Dai mezzi di trasporto alle strade deserte le donne in periferia hanno timori. Ma non tutte la pensano così, le testimonianze

Pubblicato da: Francesca Emilio | Sab, 9 Dicembre 2023 - 16:38

“La periferia ha un doppio volto, da una parte ti senti al sicuro perché è abbastanza isolata, dall’altra, per la stessa ragione, ti senti completamente abbandonata a te stessa. Più volte mi è capitato di ricevere attenzioni, se così le vogliamo chiamare, per niente rassicuranti. Devi vestirti sempre comoda, avere il telefono sempre carico e a portata di mano e di riuscire a correre se necessario. Se succede qualcosa? Siamo sole”. Lo ha raccontato a Borderline24 una cittadina Barese che vive, in particolare, nel Municipio 5, ma non si tratta di un pensiero univoco.

Dai mezzi di trasporto, alle strade deserte “in alcune zone”, fino a quelle centrali “spesso deserte da un certo orario in poi” dove, spiegano alcune donne, tra loro anche ragazze e bambine “camminare fa davvero paura” e si è spesso vittime di cat calling, ma anche episodi peggiori. Non solo una questione relativa alla percezione della sicurezza rivolta, in particolare, alla presenza degli uomini, ma, evidenziano “più un discorso generale reso più grave però, da episodi specifici dove, nella maggior parte dei casi, le vittime sono donne”. C’è chi rinuncia a vestirsi in modo particolare, cercando di passare il più possibile inosservato, chi si fa venire a prendere dai genitori a tutte le ore e chi invece affronta i timori e “sfida il pericolo” alzando il passo e tenendo lo sguardo basso. La situazione è analoga, da San pio a Palese, sino a passare per Santo Spirito, San Pio, ma anche San Paolo e Libertà.

“Abito in una stradina periferica a Palese – ha spiegato una donna di 60 anni – qui non mi sento per niente al sicuro, né in qualità di cittadina, né in qualità di donna. Le strade sono buie e percorrerle a piedi non è molto sicuro. Per anni le mie figlie, fino a quando non hanno preso la patente, le percorrevano anche in orari normali, come le 19 o le 20. Purtroppo sono state spesso vittime di catcalling, una volta una delle due è stata anche inseguita. Per fortuna avevano il telefono alla mano e le abbiamo raggiunte, altrimenti, nessuno si sarebbe accorto di loro. Siamo soli qui in periferia” – conclude. Parole a cui fanno eco quelle di una ragazzina di 17 anni, che vive invece nei pressi della stazione di Santo Spirito.

“Non mi sento al sicuro – spiega – ho costantemente paura e timore, soprattutto sui mezzi di trasporto. Forse sono più sicuri i treni, rispetto ai bus, ma poco cambia. I miei genitori sono costantemente preoccupati, se sono sola vengono a prendermi a qualsiasi orario, anche se il tratto dalla stazione a casa non è lunghissimo. Dopo un certo orario le preoccupazioni aumentano, non importa come si è vestiti. Non è bello sapere che ogni volta che torno la sera, alle 22 per esempio, deve esserci sempre qualcuno che debba venirmi a prendere perché viviamo nel timore. Io ho paura, mi capita spesso quando torno o vado da qualche parte, a qualsiasi ora, di camminare con le chiavi in mano, con il telefono, magari chiamo qualcuno, così da non essere completamente sola. I miei timori sono aumentati perché ci sono spesso casi, come fischi, apprezzamenti. Ad una mia amica è invece capitato un episodio più spiacevole, un tizio l’ha fermata e prima le ha fatto dei complimenti, poi ha iniziato a toccarsi. Nel 2021 mi è capitato invece, mentre camminavo a piedi, vicino ai giardinetti di Palese, di essere fermata da una macchina, il tizio all’interno mi ha chiesto se in cambio di 20 euro gli facessi un ‘lavoretto’” – conclude.

“Ero sul bus – racconta invece un’altra ragazza che preferisce non specificare il mezzo – quando un signore, anziano, si è seduto al mio fianco e, forse contento per il fatto di aver trovato una persona solare e disposta a chiacchierare, mi ha prima messo una mano sulla coscia e poi ha provato a baciarmi. Come ci si può sentire al sicuro se si sa che in giro ci sono persone, che magari sembrano innocue o sembrano i tuoi nonni, che poi fanno questo?. L’episodio è accaduto in periferia, ma non mi sento al sicuro né qui, né al centro. Come donna devo preoccuparmi di tutto, di come mi vesto, di come mi comporto, di tutto. E’ molto dura, vorrei potesse risolversi con più controlli, ma non basta se non cambia la mentalità” – conclude.

Ma non tutte la pensano così. “Personalmente – spiega invece una mamma residente al San Paolo – ho più paura a girare a piedi in centro, in alcuni quartieri e non in periferia” – conclude. Dello stesso avviso è un’altra cittadina, residente nel Municipio 5. “Qui conosci tutti, sai da chi stare lontano e da chi no, sai a che ora è meglio uscire e invece a che ora non farlo – evidenzia – in centro ho più timori, per me e per le mie figlie, nonostante ci siano molti più controlli, non ci sentiamo al sicuro” – conclude.

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