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Bari, al “Di Venere” il primo tavolo operatorio rotante d’Italia

Rivoluzione nella neurochirurgia spinale

Pubblicato da: redazione | Mar, 9 Dicembre 2025 - 12:09
Tavolo operatorio rotativo - Neurochirurgia Ospedale Di Venere (14)

All’Ospedale “Di Venere” di Bari è entrato in funzione il primo tavolo operatorio rotante mai installato in Italia, una tecnologia destinata a cambiare la gestione degli interventi di neurochirurgia e chirurgia della colonna. Il dispositivo consente di agganciare il paziente e ruotarlo all’interno della struttura, posizionandolo con precisione millimetrica senza sollevamenti manuali. Il risultato è un maggiore controllo durante l’operazione e una stabilità costante per tutta la procedura.

Il sistema, pensato per interventi degenerativi e traumatici del rachide – come artrodesi, deformità e instabilità vertebrali – è collegato a un braccio elettromeccanico che regola testa e collo e permette passaggi fluidi tra posizione supina, prona e laterale. Il tavolo può sostenere fino a 300 chili e garantisce assetti sicuri anche nelle procedure più complesse.

Durante la visita nel blocco operatorio, il direttore generale della ASL Bari, Luigi Fruscio, insieme al direttore medico Maurizio Marra, al responsabile della Neurochirurgia Bruno Romanelli e al responsabile dell’Anestesia Claudio Petrillo, ha sottolineato il valore dell’innovazione: «Questo investimento eleva ulteriormente la qualità dell’assistenza nella Neurochirurgia del Di Venere, che esegue circa 1.200 interventi l’anno, di cui la metà di chirurgia spinale. È un salto tecnologico che avvicina il presidio agli standard dei centri europei più avanzati».

Il nuovo sistema – OSI TRIOS – offre vantaggi clinici rilevanti. L’assenza di compressione addominale riduce il sanguinamento intraoperatorio e il ricorso alle trasfusioni, accorcia i tempi chirurgici e favorisce un recupero post-operatorio più rapido. Nei politraumi consente inoltre di operare più segmenti della colonna, come cervicale e lombare, senza riposizionare il corpo.

“Il tavolo è già in uso – spiega Romanelli – ed è stato impiegato in sei interventi nell’ultima settimana. In un caso, una paziente con una complessa frattura cervicale ha richiesto un doppio accesso, anteriore e posteriore: il supporto elettromeccanico ha permesso una gestione estremamente precisa della testa, con una rotazione controllata fino a 180 gradi”.

Il lettino è completamente radiotrasparente e compatibile con radiografie, fluoroscopie e imaging 3D intraoperatorio, permettendo il controllo immediato della correttezza delle manovre senza spostare il paziente. La piattaforma potrà essere utilizzata anche in ortopedia, traumatologia e in interventi multidisciplinari, ampliando le possibilità operative del presidio.

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