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Capitale Italiana della Cultura 2028: Gravina in Puglia tra le dieci città finaliste

Un evento il 7 febbraio per raccontare il cuore del progetto di candidatura

Pubblicato da: redazione | Mer, 21 Gennaio 2026 - 11:15
Panoramica Gravina in Puglia

Gravina in Puglia è città finalista tra le 23 candidate a Capitale italiana della Cultura 2028. Il 7 febbraio alle ore 18:00 presso il Cinema Sidion avrà luogo “Perché Gravina”, evento promosso dal Comune di Gravina in Puglia per presentare pubblicamente il tema e il concept che hanno caratterizzato il progetto culturale di candidatura.

Perchè Gravina? Le grotte, le cavità, gli ipogei e le architetture della città sono fatte per accogliere e mettere in relazione. Dalla morfologia e dalla storia del territorio prendono ispirazione e corpo attività e iniziative che eleggono il dialogo e lo scambio quali forme di cooperazione e progresso. Questa ricchezza va condivisa ed elargita.

«La sfida per la Capitale italiana della Cultura 2028, con la pubblicazione della short list, giunge alla fase finale – dichiara Fedele Lagreca, sindaco di Gravina –. È con grande emozione che presentiamo alla comunità la nostra idea. È frutto del lavoro di un team di esperti supportati dal comitato scientifico, dal comitato promotore e dagli ambasciatori. Nulla sarebbe stato possibile senza il sostegno fondamentale dei comuni del Geoparco dell’Alta Murgia. Ringrazio il consigliere delegato Ignazio Lovero, instancabile promotore dell’iniziativa, in tutte le sue tappe. Il più grande merito va all’orgoglio di appartenere a questa Città e a questa terra».

La sinergia pubblico-privato che si è innescata attorno alla candidatura fornisce un modello capace di fare sistema. Diverse imprese fanno parte del Comitato promotore: Acqua Orsini – Sorgenti Italiane Regionali, Andriani, Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Cobar e Macnil.

Mariarita Costanza, Direttrice di Candidatura, “rimasta” a Gravina pur potendo scegliere opportunità al nord, sostiene un’idea di cultura strettamente connessa al sapere e allo sviluppo. Ha, infatti, così commentato: «Ero bambina e già guardavo Gravina come una terra ricca di cultura, di opportunità. Oggi la guardo con gli occhi di una imprenditrice che ha creduto e che crede ancor di più nel suo potenziale. Siamo in un momento di svolta: l’intera comunità gravinese è responsabile del lavoro che occorre per costruire il futuro. I giovani possono decidere liberamente di restare, di andare via o di tornare solo se ci sono condizioni di scelta, se ci sono conoscenze, esperienze ed innovazione da distribuire o da cui attingere. È così che la civiltà si sviluppa».

Immaginandosi Capitale Italiana della Cultura 2028, Gravina ha ascoltato svariate realtà, costruendo occasioni di incontro e promuovendo i luoghi simbolo della città. Tutto ciò ha rafforzato la consapevolezza del valore della cultura nello sviluppo della città e della responsabilità condivisa che essa comporta.

Il progetto di candidatura sviluppa tre direttrici tematiche: richiamare, sviluppare e unire. “Richiamare” significa accogliere la bellezza del paesaggio e della storia locale come forza in grado di attrarre, trattenere e far tornare, rielaborando la memoria e l’identità attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea. “Sviluppare” significa attualizzare le radici storiche dell’eredità federiciana e della cultura rurale attraverso l’innovazione, la ricerca e il talento delle nuove generazioni. “Unire” significa fare di Gravina una “cerniera” tra epoche, ma anche tra luoghi e paesi accogliendo la pratica del dialogo come capacità politica, sociale ed economica di durare nel tempo.

Gravina Candidata condividerà la sua visione con un evento pubblico che intreccia parole e musica. Il programma della serata, oltre ai saluti istituzionali e agli interventi di rappresentanti del comitato promotore, del comitato scientifico e del gruppo di ambasciatori, prevede performance musicali a cura del M° Giacomo Desiante.

L’evento rappresenta un’occasione per guardare al lavoro svolto come a un punto di inizio, già arricchito da un bagaglio vivo e fecondo di relazioni, creatività e progettualità che orienterà il futuro culturale della città.

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