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Bari, l’opposizione alza il muro: “Stop alle delibere urbanistiche, bloccano la città”

I gruppi consiliari di centrodestra chiedono il ritiro delle due delibere sui temi urbanistici per consentire migliori approfondimenti tecnici e politici

Pubblicato da: redazione | Ven, 6 Marzo 2026 - 12:09
urbanistica

Una città “ingessata”, ferma al passato e priva di reali strumenti di rigenerazione urbana. È questo l’allarme lanciato dai gruppi consiliari del centrdestra a Palazzo di Città, che chiedono ufficialmente il ritiro di due delibere urbanistiche ritenute dannose per il futuro di Bari. Sotto accusa, in particolare, la mancanza di un confronto tecnico e politico e una serie di vincoli giudicati “punitivi” per lo sviluppo edilizio.

La prima delibera contestata, spiegano, appone vincoli severissimi (divieto di demolizione, ricostruzione e cambio di destinazione d’uso) su circa 200 edifici della città, identificati come testimonianze di architettura moderna. “Un numero rilevantissimo che si aggiunge alle centinaia di immobili già vincolati – denunciano le opposizioni – citando anche le perplessità dell’Ordine degli Ingegneri. Il timore è che Bari diventi un museo intoccabile, bloccando ogni possibilità di ammodernamento del tessuto urbano esistente.

Non meno critica è la posizione sulla seconda delibera, riguardante gli incentivi volumetrici per la riqualificazione. Secondo la minoranza, il provvedimento è solo apparentemente premiante. La monetizzazione delle aree a standard è prevista solo in 2 municipi su 5. In zone cruciali come il quartiere Libertà, l’impossibilità di cedere aree per servizi renderà di fatto inattuabili le ristrutturazioni. Gli incentivi sono poi considerati poco appetibili: le premialità previste (10% di volumetria in più a fronte di un obbligo del 35% di affitti a lungo termine) sono giudicate incoerenti e meno vantaggiose rispetto alla legge ordinaria (+15%).

“Gli incentivi si trasformano in disincentivi”,  incalzano i consiglieri, chiedendo uno stop immediato per approfondire i passaggi tecnici. La critica è anche generazionale: la visione urbanistica dell’amministrazione viene definita “nostalgica” e inadatta alle esigenze dei giovani baresi, che chiedono una città dinamica e capace di rigenerarsi, non un centro mummificato da vincoli burocratici.

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