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Porticciolo di Santo Spirito invaso da pesce azzurro, svelato il mistero: “Necessario per salvarci”

Il racconto - VIDEO

Pubblicato da: Francesca Emilio | Mar, 27 Gennaio 2026 - 10:50
Foto Onofrio Pinto

“E’ stato necessario aprire il sacco in porto per l’incolumità dell’equipaggio e della barca a causa dell’eccessivo peso del pescato”. Inizia così il racconto di un pescatore che, senza nascondere il rammarico per l’accaduto, ha voluto dare una spiegazione in merito alle immagini scattate dal fotografo Onofrio Pinto, pubblicate sui social e diventate poi virali nella giornata di ieri, in cui erano immortalati pesciolini, in particolare acciughe e alici – riversi privi di vita nel porticciolo di Santo Spirito, nel Municipio 5. Un evento “straordinario” che ha incuriosito tantissimi, molti giunti sul posto per verificare l’accaduto e cercare di comprenderne le cause.

In un primo momento si era pensato si trattasse di un fenomeno naturale dovuto alle mareggiate, invece, proprio il cattivo tempo degli scorsi giorni, è stato protagonista di una vicenda che poteva costare la vita ai pescatori. A raccontare come è andata è proprio uno di loro. “Non si è trattato di un fenomeno naturale, niente di derivante dall’inquinamento – spiega – non sono morte per qualche causa dovuta all’ambiente. Dopo la forte mareggiata che c’è stata negli scorsi giorni e il vento di scirocco è stato pescato un banco – non branco – di alici e sarde in grossa quantità. Purtroppo non siamo riusciti a issare a bordo le reti. Così è stato necessario raggiungere il porto e per far risalire il sacco riaprirlo parzialmente facendo cadere così in mare parte del pescato per poi richiuderlo e issarlo a bordo. Bisognava agire in questo modo necessariamente all’interno del porto perché a largo c’era ancora onda lunga e pericolosa. I presenti a bordo avrebbero potuto farsi male. Era l’unica soluzione. Dispiace per quanto accaduto, fortunatamente si tratta di materiale organico, pertanto non c’è stato nessun danno all’ambiente, anzi, gabbiani e gatti ne vanno ghiotti” – aggiunge riferendosi alla maggiore presenza di gabbiani sul posto nella giornata di ieri, fattore che ha scatenato molte domande da parte di chi, non essendosi avvicinato a riva, aveva notato movimenti inusuali rispetto al solito. “Si tratta di un pesce ormai fuori mercato, prima era l’oro dei pescatori – ha aggiunto – i nostri avi andavano con le barche a vela e calavano reti chilometrici per questi pesci dal valore incredibile, sono ricchi di Omega3. Oggi non è più così. Tutto quello che non è stato venduto è stato donato. Dispiace per il caos, purtroppo è capitato”, conclude.

Foto e video Onofrio Pinto

 

 

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