A Bari crescono le proteste dei tassisti per i posti auto riservati occupati da altre vetture in centro città. Negli ultimi giorni diversi professionisti del volante hanno realizzato dei video che mostrano chiaramente gli stalli taxi in via Omodeo occupati da auto private, lamentando l’assenza dei vigili urbani per far rispettare la normativa. «Dove sono i vigili?», si chiedono i tassisti, visibilmente contrariati, mentre riprendono le aree che dovrebbero essere dedicate esclusivamente al loro servizio.
La situazione si inserisce in un contesto più ampio: a Bari operano circa 169 taxi, un numero aggiornato con le nuove licenze rilasciate fino al 2025, pensato per garantire copertura urbana e extraurbana e un servizio che copra fino a 22 ore al giorno. Per tutelare la mobilità dei tassisti, il Codice della Strada prevede che gli stalli segnalati con strisce gialle e cartelli specifici siano riservati esclusivamente ai taxi e che tutti gli altri veicoli siano soggetti a sanzioni.
Le multe per chi parcheggia negli spazi riservati ai taxi possono arrivare da decine a centinaia di euro, con la possibilità di rimozione forzata del veicolo in caso di occupazione illecita. Tra i principali stalli nel centro di Bari ci sono quelli di piazza Massari, via Cognetti e via Omodeo, punti strategici per la partenza dei taxi verso i nodi principali della città.
Abbiamo interpellato la Polizia Locale di Bari, che ha spiegato: «Non ci risultano particolari criticità, comunque ne prendiamo atto ed intensifichiamo i controlli. Sanzioniamo sempre soprattutto i posti riservati in Piazza Massari».
I tassisti sottolineano come l’occupazione abusiva di questi stalli non solo ostacoli il loro lavoro quotidiano, ma metta a rischio la regolarità del servizio di trasporto urbano, fondamentale per residenti e turisti. Il Comune ha attivato un call center per informazioni su cantieri, modifiche alla viabilità e altre situazioni di emergenza urbana, ma i tassisti chiedono un presidio più costante della Polizia Locale sugli stalli riservati, soprattutto nelle ore di punta.
Con l’aumento della pressione del traffico e il numero limitato di taxi a disposizione, garantire il rispetto degli stalli riservati non è solo una questione di legge, ma anche di sicurezza e di corretto funzionamento della mobilità cittadina. I video inviati dai tassisti rappresentano così un campanello d’allarme: senza controlli costanti, le occupazioni abusive rischiano di diventare una prassi, penalizzando chi lavora nel rispetto delle regole.