Una singola incisione di circa 2,5 centimetri consente, grazie alla chirurgia robotica di ultima generazione, di entrare nel campo operatorio con una visione tridimensionale altamente ingrandita e definita; ciò garantisce massima precisione e una libertà di movimento degli strumenti paragonabile a quella delle mani del chirurgo che, invece, opera a distanza dalla console, guidando l’intervento attraverso due controller che muovono gli strumenti su più assi.
Al Policlinico di Bari è entrato in funzione il nuovo robot chirurgico Da Vinci Single Port, un sistema innovativo di chirurgia robot-assistita che colloca l’Azienda ospedaliero-universitaria barese tra i primi ospedali in Italia a disporre di questa tecnologia.
Il robot consente l’inserimento, attraverso un’unica incisione di pochi centimetri, di tre strumenti chirurgici articolati e di un endoscopio 3D HD completamente snodato, migliorando in modo significativo la visualizzazione delle strutture anatomiche e la precisione dei gesti chirurgici.
I primi interventi sono stati effettuati dal prof. Pasquale Ditonno, direttore dell’unità operativa di Urologia e del Centro Trapianti di Rene del Policlinico. Il robot è stato acquistato grazie a un finanziamento della Regione Puglia nell’ambito del FESR-FSE 2021-2027, Azione 8.4 “Rinnovo e potenziamento delle strutture ospedaliere e sviluppo della telemedicina”.
“Abbiamo avviato il programma a dicembre con i primi interventi sulla prostata e da febbraio estenderemo l’utilizzo del robot single port anche alla chirurgia renale, sempre con accesso extraperitoneale”, chiarisce il prof. Ditonno.
“Questa tecnologia – spiega – consente di accedere evitando completamente la cavità addominale, con un approccio extraperitoneale raggiungiamo direttamente prostata e rene attraverso un passaggio molto ridotto, realizzando una chirurgia realmente mininvasiva. I vantaggi per i pazienti sono concreti: in molti casi il dolore post-operatorio è quasi azzerato, la necessità di analgesici si riduce drasticamente, la ripresa intestinale è immediata e i tempi di degenza si accorciano sensibilmente, con dimissioni già in prima o seconda giornata”.
La chirurgia urologica è caratterizzata da una fondamentale fase ricostruttiva, indispensabile per il recupero di funzioni delicate come la continenza urinaria e la sessualità, oltre che di funzioni vitali come il corretto funzionamento dei reni. Questa tecnologia consente, tra le altre applicazioni, di rimuovere tumori renali di 8-10 centimetri preservando il rene, di asportare la prostata salvaguardando continenza ed erezione e di correggere malformazioni congenite.
“L’introduzione del robot Da Vinci Single Port si inserisce in una strategia di innovazione tecnologica che il Policlinico di Bari sta portando avanti in modo strutturato e continuativo”, sottolinea il direttore generale Antonio Sanguedolce. “La chirurgia robotica rappresenta oggi uno degli ambiti di sviluppo dell’Azienda ospedaliero-universitaria e consente di migliorare la qualità e la sicurezza delle cure, riducendo l’impatto chirurgico per i pazienti e valorizzando al tempo stesso le competenze dei professionisti. Al Policlinico il programma di robotica assistita coinvolge anche la chirurgia generale e la ginecologia, con un investimento costante nella formazione delle équipe e nell’integrazione tra attività assistenziale, didattica e ricerca. Il percorso di sviluppo è destinato ad ampliarsi ulteriormente, con la prossima introduzione in chirurgia vertebrale e le prime sperimentazioni già avviate in ambito di chirurgia plastica”, conclude Sanguedolce.