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Tassa di soggiorno a Bari, Federalberghi: “Chiarezza sull’uso dei 4,5 milioni incassati nel 2025”

La denuncia

Pubblicato da: redazione | Ven, 20 Febbraio 2026 - 16:28
turisti

A fronte dei numeri record del turismo nel 2025, con oltre 2,2 milioni di presenze, più di un milione di arrivi e incassi della tassa di soggiorno superiori a 4,5 milioni di euro, si apre il dibattito sull’utilizzo delle risorse raccolte nel capoluogo pugliese.  A sollevare la questione è Francesco Caizzi, vicepresidente nazionale e presidente Puglia e Bari-Bat di Federalberghi, che esprime preoccupazione per la mancata convocazione del Comitato di indirizzo sull’uso della tassa di soggiorno, fermo da quasi un anno, e per l’assenza di informazioni sui progetti previsti per il 2026.

Secondo Caizzi, non è ancora chiaro come saranno impiegate le risorse incassate e quali interventi concreti verranno programmati per consolidare la crescita turistica della città. Il rappresentante degli albergatori richiama la normativa nazionale che definisce l’imposta di soggiorno una “tassa di scopo”, destinata esclusivamente a finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali, oltre ai servizi pubblici connessi all’accoglienza. “Esprimo profonda preoccupazione per l’utilizzo non coerente di questi fondi – dichiara Caizzi –. Le risorse derivanti dalla presenza turistica devono tradursi in investimenti aggiuntivi e misurabili per lo sviluppo della destinazione, non in strumenti di copertura della spesa corrente”.

Federalberghi ritiene prioritario che i proventi vengano indirizzati verso promozione turistica, marketing territoriale, qualificazione dell’offerta e miglioramento dei servizi di accoglienza, oltre al sostegno di eventi culturali, sportivi e religiosi capaci di generare attrattività e ricadute economiche. Secondo l’associazione, un utilizzo non strettamente legato allo sviluppo turistico rischierebbe di snaturare la funzione dell’imposta e di compromettere la fiducia degli operatori economici, che materialmente riscuotono il tributo per conto dell’ente pubblico. La richiesta è quella di maggiore trasparenza e di un coinvolgimento stabile delle associazioni di categoria nella definizione delle priorità di spesa, in un settore considerato strategico per la competitività della città.

Foto repertorio

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