Bari e la sua provincia guidano la partecipazione pugliese al “Manichino d’Oro 2026”, il concorso nazionale dedicato alla sartoria su misura femminile promosso dall’Accademia Nazionale dei Sartori. Sono 30 gli iscritti in Puglia, di cui ben 22 provenienti dall’area barese: un dato che conferma la vitalità del territorio in un settore antico ma più che mai attuale.
A livello nazionale gli iscritti sono 102, il doppio rispetto all’edizione precedente. Un raddoppio che non è solo un dato numerico, ma il segnale di un rinnovato interesse verso il mestiere del sarto, professione simbolo dell’artigianato e del Made in Italy, in netta controtendenza rispetto alla logica del fast fashion. Tutti i candidati hanno meno di 40 anni, un elemento che racconta di una nuova generazione pronta a raccogliere l’eredità di una tradizione secolare e a rilanciarla in chiave contemporanea.
“Il numero di iscritti è una sorpresa, ma soprattutto è un segnale importante – spiegano dall’organizzazione – perché dà rilevanza a un mestiere antico che oggi ha un valore internazionale. Il Manichino d’Oro celebra la sartoria come eccellenza artigianale italiana, in contrapposizione alla moda veloce. È una straordinaria occasione di visibilità per i giovani talenti, in un settore dove il riconoscimento conta moltissimo”. Per la Puglia il delegato regionale è Mario Pastore, che coordinerà le selezioni sul territorio.
Le selezioni regionali si svolgeranno il 1° marzo 2026 al Palazzetto dello Sport di Noci. Da qui usciranno i nomi dei finalisti che accederanno alla fase conclusiva in programma a Roma dal primo al 6 giugno 2026. La finale nazionale culminerà il 6 giugno con un evento autonomo interamente dedicato al concorso, per la prima volta affiancato da un defilé pubblico durante il quale sfileranno i capi realizzati dai finalisti. Il “Manichino d’Oro”, istituito nel 2001 e promosso dall’Accademia Nazionale dei Sartori – la più antica associazione di categoria al mondo – è un concorso biennale che premia la migliore sarta o il miglior sarto under 40 distintisi per competenza tecnica, creatività, rigore formale e capacità espressiva nella sartoria femminile su misura. La direzione è affidata anche per questa edizione alla Maestra Accademica Lucia Lacognata.
Durante la prova finale i concorrenti dovranno realizzare in tre ore un capo su misura, mettendo in campo abilità tecnica, precisione esecutiva e visione stilistica. Una sfida che molti definiscono una sorta di “Masterchef della moda”, dove manualità e talento vengono messi alla prova in tempo reale davanti alla commissione. Il vincitore riceverà il trofeo ufficiale Manichino d’Oro e il titolo su pergamena da esporre nel proprio atelier, segno distintivo di eccellenza professionale. Sono previsti anche due riconoscimenti speciali, il Ditale d’Oro e il Gesso d’Oro, a sottolineare l’attenzione per il rigore tecnico e la qualità artigianale.
A sostenere l’iniziativa è Carnet, divisione di Ratti SpA SB del Gruppo Marzotto, sponsor ufficiale del concorso, realtà impegnata nella valorizzazione della sartoria italiana di alta gamma. Gli abiti selezionati non resteranno confinati alla passerella romana, ma saranno presentati in fiere di settore e in eventi nazionali, ampliando la visibilità dei giovani professionisti. Il dato pugliese, con Bari in prima linea, racconta dunque non solo una partecipazione numericamente rilevante, ma anche la volontà di investire in un mestiere che unisce tradizione e innovazione. In un momento storico in cui la domanda di sarti qualificati supera l’offerta, il “Manichino d’Oro” si conferma non solo un concorso, ma uno strumento concreto per rilanciare e preservare una delle espressioni più autentiche dell’artigianato italiano.