Prenoti a dicembre, aspetti tre lunghi mesi e finalmente arriva il tuo giorno. Ma l’odissea inizia proprio quando varchi la soglia del Municipio 3, al San Paolo. La denuncia arriva da un cittadino esausto, portavoce di un malcontento: una sola persona a gestire un carico di lavoro umano e burocratico semplicemente insostenibile.
Dopo novanta giorni di attesa per un appuntamento di pochi minuti, l’utente si ritrova davanti a un imbuto organizzativo. A gestire le richieste non c’è una squadra, ma un solo operatore. Un lavoratore costretto a fare i salti mortali per processare le carte d’identità elettroniche e, contemporaneamente, gestire il rilascio delle tessere elettorali in vista dell’imminente referendum. Il risultato? La sensazione che il diritto a un documento d’identità sia diventato un lusso concesso dopo un percorso a ostacoli.
La domanda sorge spontanea: è possibile che in un quartiere popoloso e complesso come il San Paolo, il decentramento amministrativo si riduca a un unico sportello “multitasking”? Con l’approssimarsi delle scadenze elettorali, era ampiamente prevedibile un aumento del flusso di utenza. Eppure, la macchina comunale sembra essersi fatta trovare impreparata, lasciando dipendenti e cittadini soli a gestire il caos.