Un’inchiesta della Procura di Bari ha riaperto i riflettori su presunti illeciti legati alla costruzione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano, inaugurato solo pochi mesi fa. L’attenzione degli inquirenti si concentra su due gare per la fornitura di pareti attrezzate e carrelli, entrambe finite al centro di un’indagine per corruzione e turbata libertà degli incanti.
Oggi, la Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni tra Bari, Treviso e Bergamo, insieme a decreti di sequestro e a un ordine di consegna. Gli investigatori ritengono che le due gare, dal valore complessivo di 1,3 milioni di euro, siano state manomesse per favorire la spa Favero Health Projects. La società si aggiudicò la prima gara come unica partecipante e la seconda in raggruppamento temporaneo con la Hospital Scientific Consulting srl.
Secondo gli accertamenti della Procura, in cambio dell’assegnazione degli appalti, sarebbero state consegnate somme di denaro ai pubblici ufficiali responsabili delle gare, sebbene l’entità delle tangenti non sia stata precisata. L’indagine costituisce uno stralcio del più ampio filone sul giro di tangenti nella Asl di Bari, che nel 2024 portò all’arresto e alle condanne di dieci persone, alcune delle quali hanno patteggiato, altre sono state giudicate con rito abbreviato.
Tra gli indagati figurano Nicola Sansolini, ex direttore dell’Unità di ingegneria clinica della Asl di Bari, già condannato a cinque anni nell’ambito dell’inchiesta principale, e i responsabili unici del procedimento (Rup) che si sono avvicendati nelle gare: Rocco Ianora, Giuseppe Volpe e Angelo Maiano. Altri indagati sono Giordano Favero, socio e dipendente della società vincitrice, e Francesco Ruggiero, Vincenzo Braia e Giuseppina D’Aquino, rispettivamente dirigente e dipendente della Hospital Scientific Consulting. I fatti contestati risalgono agli anni dal 2023 in poi.