Un nuovo spazio di cura e accoglienza sta per aprire i battenti nel territorio di Triggiano, su terreni restituiti alla collettività dopo essere stati confiscati alla criminalità organizzata. La struttura, che diventerà il canile intercomunale dei sette Comuni coinvolti — Triggiano, Cellamare, Capurso, Casamassima, Noicattaro, Modugno e Valenzano — sarà consegnata il 30 maggio e rappresenta un modello innovativo di gestione condivisa, con funzioni che vanno ben oltre quelle dei tradizionali rifugi per animali.
Questa mattina, il sindaco metropolitano Vito Leccese ha effettuato un sopralluogo per verificare lo stato di avanzamento dei lavori, accompagnato dai sindaci dei Comuni partner e dalla delegata al randagismo e al benessere animale della Città Metropolitana, Daniela Fanelli. La realizzazione del canile sanitario è stata possibile grazie a un finanziamento del PNRR di oltre 2 milioni e 300 mila euro, e per la gestione è stata creata un’associazione tra i Comuni, coordinata dalla Città Metropolitana.
«Il canile consortile rappresenta un modello di gestione condivisa e dimostra come la cooperazione istituzionale possa tradursi in risultati concreti per le comunità – ha dichiarato Leccese –. C’è un valore simbolico molto forte: la struttura nasce su un bene confiscato alla criminalità organizzata. Restituire questi spazi alla collettività, trasformandoli in luoghi di cura, tutela degli animali e servizi sociali, significa affermare con chiarezza che la legalità può e deve generare opportunità e benessere per il territorio. Il nuovo canile sanitario sarà una struttura all’avanguardia, pensata non come luogo di permanenza ma come spazio di accoglienza temporanea, cura e recupero, con l’obiettivo di favorire il ricongiungimento con le famiglie, le adozioni e una gestione più efficace del fenomeno del randagismo. Allo stesso tempo, la presenza del Centro Antiviolenza e delle aree verdi dedicate ad attività sociali e di pet therapy rafforzerà una rete di prevenzione e protezione che mette al centro il rispetto per gli animali e per le persone».
Oltre alla funzione di canile sanitario, la struttura sarà un vero presidio di legalità e prevenzione. Il Centro Antiviolenza integrato riflette la consapevolezza, confermata da diversi studi, che chi esercita violenza sulle donne spesso manifesta comportamenti di maltrattamento anche verso gli animali. Le ampie aree verdi saranno quindi utilizzabili sia dal centro antiviolenza sia dalle associazioni che operano in progetti di pet therapy e percorsi di relazione uomo-animale.
Il canile avrà una funzione diversa dai tradizionali rifugi: i cani accalappiati saranno ospitati per un massimo di 60 giorni, periodo durante il quale verranno curati, visitati e preparati per adozioni, ricongiungimenti con le famiglie o reimmissione controllata sul territorio, con trasferimento in altri rifugi solo come ultima opzione. La struttura sarà dotata di tre sale per gli interventi veterinari della ASL, due sale operatorie, una sala diagnostica e spazi per la degenza, oltre a box e cucce riscaldate per garantire il massimo benessere animale. In totale saranno realizzati 42 box, con dimensioni più che doppie rispetto agli standard minimi previsti dalla legge, per assicurare condizioni ottimali agli animali ospitati.