Per quattro italiani su dieci l’allungamento della vita è legato soprattutto ai progressi della ricerca medica e scientifica. È quanto emerso da un’indagine di Euromedia Research presentata a Roma durante l’ottava edizione dell’“Investing for Life Health Summit”, evento organizzato da MSD Italia. Secondo lo studio, il 40% degli intervistati indica l’innovazione scientifica come il principale fattore che ha contribuito ad aumentare l’aspettativa di vita. Il 44% riconosce inoltre un ruolo molto importante agli investimenti in ricerca e sviluppo dell’industria farmaceutica.
La fiducia dei cittadini riguarda anche il peso economico del comparto sanitario e farmaceutico: per l’80% degli italiani rappresenta un elemento strategico per la crescita del sistema produttivo nazionale. Non mancano però le criticità. Tra le principali cause che rallenterebbero gli investimenti nella sanità pubblica, il 30% degli intervistati indica la gestione inefficiente delle risorse, mentre il 17% attribuisce il problema alle priorità della politica.
Resta inoltre diffusa la percezione che l’accesso alle terapie innovative sia ancora troppo lento e disomogeneo: lo pensa l’87% dei cittadini, nonostante il riconoscimento della presenza in Italia di una ricerca scientifica attiva e di numerosi centri di eccellenza. “In una fase storica in cui la competitività internazionale è decisiva per la crescita economica, l’industria farmaceutica italiana conferma il proprio ruolo centrale nel sistema produttivo”, ha sottolineato Marcello Cattani, presidente di Farmindustria. Secondo i dati citati, nel 2025 il settore farmaceutico è stato tra i principali motori dell’export italiano, con un aumento del 28,5% rispetto all’anno precedente e un valore complessivo di circa 69,2 miliardi di euro, una crescita nettamente superiore alla media del comparto manifatturiero nazionale.
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