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Turismo, dall’arte medievale ai vicoli ricchi di storia: ecco Deruta

Per la rubrica turismo scopriamo un borgo Umbro

Pubblicato da: Francesca Emilio | Ven, 6 Marzo 2026 - 11:58
Deruta

Tra colline morbide e campi che si aprono verso la valle del Tevere, oggi siamo a Deruta, in Umbria. Un borgo dall’anima medievale che da secoli vive in simbiosi con la terra e con la materia, celebrato in tutto il mondo per le sue straordinarie ceramiche artistiche. Inserito tra i Borghi più belli d’Italia, Deruta non è solo una meta da visitare: è un luogo da respirare, dove ogni vicolo racconta una storia fatta di argilla, fuoco e colore.

Un borgo nato tra storia e leggenda

Secondo la leggenda, le origini di Deruta risalirebbero al 40 a.C., quando, dopo l’incendio che segnò la fine del bellum perusinum, alcuni perugini in fuga si stabilirono sul colle oggi noto come “Perugia vecchia”. Il nome stesso del borgo potrebbe derivare da diruta, ovvero “distrutta”, in riferimento alla sorte di Perugia in quel periodo. I reperti romani – capitelli, epigrafi, anfore – conservati nel Palazzo Comunale testimoniano una presenza antica, ma la prima attestazione documentaria certa risale al 1040, quando il territorio risultava possedimento dell’Abbazia di Farfa. Nel XII secolo Deruta divenne avamposto strategico di Perugia, baluardo contro Todi e altre città rivali, vivendo fasi alterne tra autonomia e conflitti. Il Cinquecento segnò una svolta decisiva: sotto la signoria dei Baglioni e poi nello Stato Pontificio, il borgo conobbe stabilità politica e un rinnovato slancio economico. Fu proprio in questo clima che la produzione ceramica raggiunse il suo massimo splendore, imponendosi nei mercati italiani ed europei.

La ceramica, cuore identitario di Deruta

Se c’è un elemento che definisce Deruta è la sua ceramica. Dal Seicento e soprattutto dal Settecento, le maioliche derutesi divennero celebri per gli smalti brillanti e le decorazioni raffinate. Il luogo simbolo di questa tradizione è il Museo di fabbrica “Ubaldo Grazia Maioliche”, dove è possibile osservare l’intero ciclo produttivo, dalla lavorazione dell’argilla alla decorazione finale, fino al piccolo museo che espone pezzi storici di grande pregio. Un viaggio dentro l’anima artigiana del borgo. Ancora più completa è la visita al Museo Regionale della Ceramica, ospitato nell’ex convento accanto alla chiesa di San Francesco. È il più antico museo italiano dedicato a questo settore e documenta l’evoluzione della maiolica dal Medioevo al Novecento, con sezioni dedicate al lustro rinascimentale e alle ceramiche da farmacia. A Deruta la ceramica non è solo nei musei: è sui numeri civici, nelle decorazioni delle facciate, nelle panchine del parco cittadino. È parte integrante del paesaggio urbano.

Un percorso tra porte, piazze e palazzi

Il borgo conserva ancora tracce evidenti del suo impianto fortificato. Restano tre porte medievali – Porta Perugina, Porta Tuderte e Porta San Michele Arcangelo – oltre a tratti di mura e alla struttura viaria che conduce alla suggestiva Piazza dei Consoli. Partendo da Porta San Michele, si possono ammirare i resti delle antiche fornaci, tra cui la storica Fornace Grazia del Cinquecento. Poco più avanti si apre la piazzetta Biordo Michelotti, dominata dalla chiesa di San Michele Arcangelo con facciata romanico-gotica e fontana ottocentesca. Il cuore del borgo è la Piazza dei Consoli, stretta e allungata, forse nata come piazza d’armi. Qui si affaccia il sobrio Palazzo Civico del XIV secolo, oggi sede della Pinacoteca Comunale, che custodisce opere di pregio tra cui “L’Eterno Padre tra i Santi Rocco e Romano” del Perugino e dipinti di Niccolò Alunno. Di fronte si trova la chiesa gotica di San Francesco, mentre in Piazza Benincasa merita una visita la chiesa di Sant’Antonio Abate, con affreschi quattrocenteschi e una splendida cantoria lignea settecentesca.

Nei dintorni tra fede e castelli

A pochi chilometri dal centro si trova il Santuario della Madonna dei Bagni, fondato nel 1657 e celebre per la straordinaria collezione di ex voto, molti dei quali realizzati su mattonelle di ceramica. Nei dintorni si possono visitare anche i resti delle fortificazioni di Casalina e il castello di San Nicolò di Celle, testimonianze di un territorio che nei secoli ha vissuto tra difesa, spiritualità e lavoro agricolo.

Quando visitare Deruta

Deruta vive momenti di particolare intensità durante le sue feste tradizionali. Il 25 novembre si celebra Santa Caterina d’Alessandria, patrona dei ceramisti, con cerimonie che rendono omaggio ai maestri artigiani. A settembre, la prima domenica del mese, si svolge il Palio della Brocca, rievocazione storica ottocentesca in cui i rioni di Piazza, Valle e Borgo si sfidano in prove legate alla produzione ceramica. Durante l’anno non mancano mostre e rassegne dedicate all’arte della maiolica, che confermano il ruolo centrale di Deruta nel panorama artistico italiano.

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