Per anni abbiamo raccontato una storia semplice: i giovani comprano online, gli adluti vanno nei negozi. Poi è arrivata la Gen Z ,la generazione cresciuta con smartphone, TikTok e pagamenti contactless , e ha cambiato la narrazione.
Oggi molti dati raccontano qualcosa di sorprendente: proprio loro, i più digitali di tutti, stanno riscoprendo il negozio fisico.
Secondo una ricerca di L.E.K. Consulting, circa il 64% della Gen Z preferisce fare acquisti in negozio piuttosto che online. Dati dimostrano anche che, circa 61% dei giovani tra i 18 e i 26 anni oggi è più propenso a comprare in negozio rispetto a qualche anno fa. Questo dato è interessante perché arriva dopo il grande boom dell’e-commerce durante la pandemia, quando lo shopping online sembrava aver definitivamente sorpassato quello fisico.
Forse però quello che è cambiato, è la percezione del negozio. Per la Gen Z il negozio non è semplicemente un posto dove comprare qualcosa. È un’esperienza. Provare, toccare, fotografare, condividere. In molti casi, anche socializzare. Il negozio fisico diventa quasi una forma di intrattenimento.
Lo shopping online rimane ovviamente centrale. Ma la Gen Z ha iniziato a percepirne alcuni limiti molto concreti come, ad esempio, taglie sbagliate e resi complicati, attese per la consegna e talvolta anche troppa scelta che rende impossibile la scelta stessa. “Devo comprare tre taglie diverse e poi restituire quelle sbagliate.” In altre parole: l’e-commerce è efficiente, ma non sempre è semplice.
Non si tratta più di online vs negozio, ma di un sistema quasi “ibrido”: si scopre il prodotto online, lo si prova in negozio e lo si acquista dove conviene di più. Lo shopping torna a essere un rituale, un momento da vivere.
E paradossalmente, nell’era più digitale della storia, la nuova generazione ci sta ricordando una cosa molto analogica: comprare è anche un gesto sociale.