A fine gara, l’unico a metterci la faccia dopo il 4-0 rimediato contro il Pescara è stato il direttore sportivo biancorosso, Valerio Di Cesare. Visibilmente scosso e frastornato, l’ex capitano ha proferito poche parole, annunciando la volontà di portare la squadra in ritiro in vista del prossimo delicato impegno contro la Reggiana: “È difficile parlare di calcio dopo prove del genere, è stata una prestazione inaspettata e inaccettabile. Bisogna lasciarsi alle spalle questa batosta e voltare pagina perché l’obiettivo salvezza è ancora alla portata. Il ritiro? È una soluzione che stiamo valutando”.
Nella giornata di oggi, la società ha ufficializzato la scelta del ritiro, che scatterà dopo l’allenamento del martedì mattina, senza però comunicare la sede scelta. Una decisione inevitabile, che può avere due risvolti: il primo punitivo, dopo la sconcertante prova offerta da Moncini e compagni, il secondo per ritrovare unità e compattezza in vista dei prossimi fondamentali impegni contro Reggiana, Frosinone e Carrarese.
Analizzare la débâcle potrebbe sembrare semplice, dato che nei 90 minuti non ha funzionato praticamente nulla e nessun calciatore ha meritato la sufficienza. I limiti e le problematiche di questa squadra sono arcinoti, anche se va chiarito un aspetto: dopo il calciomercato di gennaio, la squadra è stata stravolta e gli unici reduci del girone d’andata ancora presenti nell’undici titolare sono Dorval e Moncini, oltre ovviamente al portiere Cerofolini. E allora cosa accomuna il vecchio Bari a questo? Tralasciando l’infausta prova di Pescara, sicuramente questa squadra è più vogliosa, organizzata e quadrata, ed è guidata da un tecnico all’altezza come Moreno Longo.
Come spiegarsi allora la figuraccia dell’Adriatico? Probabilmente le tre partite in pochi giorni hanno pesato sulla condizione fisica, soprattutto dei calciatori che in questa stagione hanno giocato poco. Ci sono diversi elementi senza i 90 minuti nelle gambe e altri che non stanno attraversando un buon momento di forma. Se a questo aggiungiamo la scarsa qualità dei rimpiazzi, ecco spiegata per metà la pessima prestazione di ieri sera. L’altra metà dipende dall’approccio mentale: molto probabilmente la squadra si è rilassata dopo i due successi consecutivi.
Per fortuna dei galletti, la classifica è ancora corta e ci sono punti a disposizione. Salvare la categoria è fondamentale, sperando che le tanto vociferate trattative di cessione siano fondate e che si possa presto vedere una nuova proprietà al posto dei De Laurentiis. Ma sia chiaro: per voltare veramente pagina serve un reset totale, non ingressi di minoranza in attesa di chissà quale miracolo normativo. La favola d’amore tra i De Laurentiis e la piazza di Bari si è chiusa da tempo e serve quanto prima una ventata d’aria nuova, perché il clima sportivo nel capoluogo pugliese è diventato insostenibile. (Foto Ssc Bari)