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Puglia, anche il gasolio agricolo alle stelle: esposto di Coldiretti

Negli ultimi giorni i prezzi sono cresciuti di quasi il 35%

Pubblicato da: redazione | Lun, 9 Marzo 2026 - 14:42
foto freepik

Un balzo improvviso del prezzo del gasolio agricolo accende l’allarme nel mondo delle campagne e spinge Coldiretti a chiedere l’intervento della magistratura. L’organizzazione agricola ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Guardia di Finanza per fare piena luce su possibili manovre speculative legate all’aumento del carburante destinato alle attività agricole.

L’iniziativa, firmata dal presidente Ettore Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, nasce dopo l’impennata registrata negli ultimi giorni sul gasolio agricolo agevolato. Nel giro di circa una settimana il prezzo è passato da circa 0,85 euro al litro a valori che in alcuni casi hanno raggiunto 1,25 euro al litro. Gli aumenti più marcati sono stati segnalati soprattutto nel Sud, con picchi in Sicilia e Puglia, mentre secondo le stime il trend potrebbe continuare anche nei prossimi giorni.

Secondo Coldiretti si tratta di una crescita anomala se confrontata con l’andamento generale dei carburanti. Nello stesso periodo, infatti, il diesel per autotrazione in Italia ha registrato un aumento molto più contenuto, stimato tra i 18 e i 19 centesimi al litro, mentre per il gasolio agricolo l’incremento risulta tra i 40 e i 45 centesimi.

Una differenza che, per l’organizzazione agricola, non troverebbe giustificazione né nelle quotazioni internazionali né nella dinamica generale del mercato energetico. Proprio per questo, nell’esposto si chiede di verificare eventuali responsabilità e di accertare se possano configurarsi ipotesi di reato per manovre speculative su merci, previste dall’articolo 501-bis del codice penale. Il settore dei carburanti, ricordano gli agricoltori, è caratterizzato da una forte capacità di influenza tra operatori e il gasolio agricolo rappresenta un fattore produttivo essenziale, di fatto insostituibile per le imprese.

La denuncia arriva dopo la lettera inviata nei giorni scorsi al Governo con la richiesta di un incontro urgente per affrontare l’aumento dei costi energetici. Coldiretti teme infatti che l’escalation dei prezzi del carburante, aggravata dalle tensioni internazionali, possa generare effetti a catena su tutta la filiera agroalimentare.

Negli ultimi giorni il prezzo del gasolio agricolo è cresciuto di quasi il 35%, con conseguenze immediate sulle attività nei campi. L’incremento dei costi orari delle lavorazioni meccaniche rischia di rallentare o bloccare operazioni fondamentali come le arature nelle aree cerealicole. Allo stesso tempo aumentano le spese per l’irrigazione delle colture, il riscaldamento delle serre e la gestione energetica di stalle e allevamenti.

Il timore è che trattori e macchine agricole possano restare fermi nei campi, mentre anche il settore della pesca potrebbe risentirne, con il rischio che i pescherecci restino ormeggiati in banchina. Per questo Coldiretti sollecita misure di sostegno immediate a favore delle piccole e medie imprese agricole e delle attività legate alla pesca, particolarmente esposte agli aumenti del carburante.

In Puglia il problema assume un peso ancora maggiore. L’agricoltura rappresenta un comparto strategico ma fortemente energivoro: ogni anno le aziende agricole consumano circa 0,15 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, soprattutto sotto forma di gasolio per la meccanizzazione, pari a un fabbisogno stimato tra 80 e 140 milioni di litri. Secondo Coldiretti Puglia, un aumento di appena 30 centesimi al litro comporterebbe un aggravio complessivo di circa 25 milioni di euro per le imprese agricole della regione.

Lo scenario diventa ancora più delicato se si considera il contesto economico generale. Con l’inflazione alimentare in crescita e le famiglie costrette a ridurre gli acquisti, l’aumento dei costi energetici rischia di tradursi in nuovi rincari lungo tutta la filiera. Anche perché la logistica, spinta dall’aumento dei prezzi di benzina e gasolio, può incidere fino a un terzo sul prezzo finale di frutta e verdura.

A livello regionale, i consumi finali di energia della Puglia raggiungono circa 5,6 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio all’anno. Il settore dei trasporti assorbe circa il 34,6% di questo fabbisogno energetico, secondo dati di MASE, ENEA e Terna. All’interno di questo quadro, l’intera filiera agroalimentare – dalla produzione alla trasformazione fino alla distribuzione – rappresenta oltre il 10% dei consumi complessivi, rendendo il comparto particolarmente sensibile alle oscillazioni dei prezzi dell’energia.

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