Il Consiglio comunale di Bari ha adottato il provvedimento a tutela delle architetture moderne e contemporanee previsto dalla Legge Regionale n. 14 del 2008 (art. 12), rendendo operative misure attese da anni. Un passo accolto con favore dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Bari (OAPPC), che già in passato aveva più volte sollecitato l’adozione di questo strumento, la cui efficacia risultava sospesa sin dal 2014.
Il provvedimento introduce le cosiddette misure di salvaguardia che, nelle more dell’approvazione della variante normativa al P.R.G. e dell’acquisizione delle osservazioni previste dalla legge, consentono di contrastare il fenomeno delle demolizioni “silenziose” che negli anni ha interessato diversi edifici della modernità cittadina. Allo stesso tempo, punta a ridurre le incertezze operative che, in assenza di regole chiare sugli interventi ammissibili sugli edifici “sensibili” di proprietà privata, hanno finora generato difficoltà per imprese e professionisti. Sono 200 gli edifici vincolati che quindi non possono essere demoliti. Tra questi lo stadio San Nicola, il Policlinico, l’ospedaletto, il carcere.
“Accogliamo con favore questo provvedimento – commenta il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Bari, Mimmo Mastronardi – perché rappresenta un passo importante verso la tutela di un patrimonio spesso poco riconosciuto ma fondamentale per comprendere l’evoluzione urbana della nostra città. Molti edifici della modernità, pur essendo di proprietà privata, costituiscono a tutti gli effetti un patrimonio collettivo e raccontano una fase significativa della storia architettonica e sociale di Bari».
Come ogni nuovo strumento normativo, – aggiunge Mastronardi – tuttavia, anche questo provvedimento potrà essere migliorato attraverso il confronto e la sua applicazione concreta. Lo stesso dispositivo, infatti, prevede la possibilità di introdurre nel tempo correttivi e affinamenti”.
Già nello scorso mese di ottobre l’Ordine degli Architetti aveva segnalato alcune perplessità, in particolare riguardo all’inclusione, all’interno del provvedimento di natura edilizia, della cosiddetta invariante locale 4 – Complessi, edifici e manufatti di valore storico-documentario. Si tratta di una categoria che riguarda 94 schede-edificio la cui tutela ed elencazione, secondo l’Ordine, apparirebbero più coerentemente riconducibili all’ambito paesaggistico piuttosto che a quello della modernità in senso stretto.
“Il nostro intento – precisa ancora Mastronardi – non è mettere in discussione la necessità della tutela, che riteniamo fondamentale, ma contribuire a rendere lo strumento più coerente e applicabile, anche attraverso alcuni chiarimenti sulle tipologie di interventi manutentivi consentiti”. Le osservazioni dell’Ordine saranno formalmente riproposte entro il termine dei trenta giorni previsti per la presentazione delle osservazioni, passaggio propedeutico all’approvazione e all’entrata in vigore definitiva della variante normativa.